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martedì 4 marzo 2008

Alessandro Fullin spiega in un libro come fidanzarsi con un uomo (e senza il disturbo di essere donna...).

"(...) Innanzi tutto, il matrimonio è una questione di stile.
Se non potete eguagliare i miei amici della Scozia, chehanno mandato un invito in confronto al quale quello di Carlo e Diana sembrava comprato da Buffetti, sentitevi almeno un po’ famiglia reale. E fate le cose con un certo bon ton (quanto odio questa espressione).
Il che non significa scopiazzare le regole che una nota conduttrice televisiva ha dato alle stampe al fine di sollevare il livello dei propri ascoltatori, imbarbariti dai suoi stessi programmi. Bensì procedere con ordine.

Intanto, cari lettori, se non siete riusciti a dichiarare il vostro amore sui gradini di un castello gotico e avete saltato i preamboli finendo avvinghiati in una dark room prima ancora di esservi presentati, c’è sempre modo di recuperare. Un tardivo corteggiamento lascerà forse basito il vostro fidanzato, ma non sarà inappropriato. Ed è sicuramente necessario. Ricordate che non volete sposarlo per ottenere la cittadinanza inglese - o almeno non solo. Allora date libero sfogo alla Candy Candy murata sotto il cinismo urbano! E siccome siete omosessuali, quindi creativi, l’originalità è di rigore. Al mazzo di rose rosse accompagnato da un astuccio blu della migliore gioielleria della città preferite, a sorpresa, un mazzo di astucci corredato da un solo, evocativo petalo rosso. Invece di un viaggio sull’aereo privato per raggiungere la Scala, palco reale, con dichiarazione sulle note finali dell’aria del "Vincerò", stupitelo con una visita ai box della Ferrari durante le prove del Gran Premio di Monza. E quando vi chiederà: “Sei diventato completamente pazzo?”, rispondete: “Sì, pazzo d’amore”. Il risultato finale dipende un po’ da voi: comunque giocatevela come dei virili guerrieri, o in mancanza d’ispirazione, almeno come delle intrepide amazzoni.

Per esempio, volete ignorare che c’è un giorno dedicato agli innamorati? Solo i cuori di pietra, lasciati settecento volte e sempre sul più bello, possono dichiararsi insensibili a un invito a cena per San Valentino. Quindi, se quella sera decideste di stappare lo champagne millésimé e fargli trovare l’anello sul fondo del flute, rendete il momento ancora più memorabile regalando un simpatico gattino rosa fumé, o una coppietta di pappagallini inseparabili nei toni della sua tappezzeria, recapitati al tavolo da un cameriere in livrea e sotto una coppa d’argento.
Qualora il fidanzato sopportasse tutto ciò senza saltare sul primo aereo per Timbuctu, avrete
buone probabilità di restare insieme per il resto della vita. Diversamente, almeno c’avete provato. E alla grande! Perchè siete ragazzi moderni, certo, ma vi piace fare le cose un po’ all’antica. Vi piace l’idea del corredo nuziale, del servizio di porcellane di Limoges, della cristalleria Baccarat, del set di dildo in silicone smaltato.
Cosa c’è di male ad acquistare ai saldi quei cliché culturali vintage che avete sempre lasciato alle coppie eterosessuali (e di cui loro, oggidì, volentieri si disfano)? La maggior parte degli amici gay penserà che siete fuori, perchè in fondo giocano al ribasso e si accontentano di storie che durano meno di un trailer.
Voi avete scritto il film per intero. E siete decisi a girarlo. (...)"

Federico Chiara.
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Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna
di Alessandro Fullin
Con postfazione di Federico Chiara.
Mondadori Editore (euro 14.00)

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Arcigay vs. Circolo Mieli, dura polemica. La Praitano chiede le scuse da parte di Mancuso.

Offendere complica la vita.
Salve, sono la Orsomando della Sinistra Arcobaleno, o meglio ancora la valletta, come inaspettatamente mi ha etichettato Aurelio Mancuso. Non avrei mai detto che accettare l’'invito a presentare in una conferenza stampa Bertinotti, come candidato leader per la Sinistra Arcobaleno, avrebbe creato così tanto crepacuore… Ho anche usato dell’'autoironia dandomi pubblicamente dell'’Orsomando, ma evidentemente non si è capito. Eppure il giorno prima su Liberazione veniva pubblicata una mia lettera aperta di pura critica a quello stesso partito per l’'appoggio alla candidatura a Sindaco di Roma di Rutelli. Come dire: da una parte il Mieli apprezza la svolta di Sinistra Arcobaleno verso i diritti civili, sostanziata anche dal chiedere alla portavoce del Roma Pride 2007 di presenziare il debutto di una campagna elettorale con forti contenuti lgbt; dall’altra parte il Mieli continua a fare politica con cristallina autonomia, criticando lo stesso partito per una scelta amministrativa che va in direzione contraria. E di tale coerenza c’è un’unanime considerazione, smentita solo dal recente epiteto di valletta da parte di Mancuso...

Continua su Il voto gay.

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Torino. Accoltellato dopo la festa trans: "Erano 6 o 7 nordafricani".

La vittima è un ragazzo di 22 anni, ferito all’addome.
(Stefano Tamagnone ) I poliziotti hanno ascoltato le vittime e alcuni testimoni. Ma l’aggressione avvenuta alle 5 di lunedì mattina davanti alla discoteca Centralino resta un mistero. Di sicuro, per il momento, ci sono soltanto le ferite riportate da due giovani che avevano deciso di trascorrere insieme la serata “Zoccola”. «Una delle più trasgressive - spiega F.M., 22 anni, sdraiato su un letto di ospedale - frequentata da travestiti, gay, ma anche etero».
F.M. è ricoverato alle Molinette. Con una ventina di punti di sutura in testa e l’addome squarciato da una coltellata. «Mi hanno operato. Non ci sono state lesioni agli organi interni, ma se quella coltellata me l’avessero data un po’ più in là avrebbero potuto uccidermi». Il giovane, parlando di chi l’ha aggredito usa il plurale.

«Sì, perchè erano almeno sei o sette. Nordafricani, forse marocchini. Gente che non avevo mai visto. Io e il mio amico Mario (nome di fantasia) siamo usciti dalla discoteca e quelli ci sono venuti addosso. Hanno iniziato a picchiarci, e Mario è riuscito a scappare, con un taglio sul collo. Io mi sono trascinato vicino alla chiesa, poi sono caduto. Avevo l’intestino che usciva dalla pancia. Ricordo che una ragazza è venuta a soccorrermi. Poi ho perso i sensi. E sono svenuto».

L’attacco, sostiene F.M., sarebbe avvenuto senza motivo. «Non li avevo mai visti e, secondo me, hanno sbagliato persona. Non ricordo che ci abbiano insultato mentre ci picchiavano, non ricordo che abbiano detto qualcosa in particolare. Un raid contro chi frequenta una serata a cui partecipano gay, lesbiche e travestiti? Non credo proprio. Non è la prima volta che vado alla “Zoccola”, e non è mai capitato niente del genere». «Escluderei che si sia trattato di un attacco omofobico - sostiene uno degli organizzatori della serata - non ci sono mai stati segnali in questo senso. Comunque, io ho appreso dell’aggressione soltanto oggi pomeriggio (ieri). Poco dopo le quattro abbiamo chiuso, senza che nella serata ci fossero screzi di nessun tipo. Quello che è successo fuori non l’ho visto, e nessuno me ne ha parlato».

«I buttafuori hanno visto tutto - sostiene F.M. - ma non sono intervenuti». «I buttafuori - ribatte l’organizzatore, quando la serata finisce, vanno a casa». Come Mario, che, ferito al collo, è riuscito a scappare. «L’ho sentito oggi pomeriggio - conclude F.M., e mi ha detto che stava andando al Martini a farsi curare il taglio al collo». Uscito dall’ospedale, Mario è stato ascoltato dalla polizia. Ma, per il momento, pare che gli elementi in possesso degli inquirenti siano ancora troppo pochi per poter chiudere il caso in breve tempo. Confuse le testimonianze raccolte davanti alla discoteca. Chi si trovava ancora lì, alle 5 di mattina, pare fosse un po’ troppo alticcio.

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Pene d'amor perduto. A Genova, 40enne castrato dall'amante era insoddisfatta del rapporto..

(TGCom) Orrore a Genova, dove un 40enne è stato castrato dalla sua amante insoddisfatta. All'uomo, sposato, è stato asportato di netto il testicolo destro. Il 40enne si è presentato al pronto soccorso dell'ospedale Galliera sanguinante e sotto shock, quasi privo di sensi. Immediata la corsa in sala operatoria, ma a causa della grave emorragia provocata dal taglio, anche la ghiandola genitale sinistra è risultata compromessa. Aperta un'indagine.

Il folle gesto è avvenuto in quella che sembrava una tranquilla domenica per l'uomo ma che poi si è rivelata un vero e proprio incubo. La novella Lorena Hobbit è stata denunciata per lesioni gravissime.

E' stata la stessa vittima, sanguinante e sotto shock, a indicare nella sua compagna la persona che lo ha aggredito dicendo che all'origine del folle gesto vi era un motivo passionale. Il 40enne è ora ricoverato nel reparto di Urologia dell'ospedale Galliera in prognosi riservata. Ma i medici non sono ottimisti. Dopo il taglio netto del testicolo destro, ci sarebbero poche speranze - a causa della forte emorragia - anche per quello di sinistra.

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Oggi a Milano incontro su "Ebraismo e omosessualità".

(Gionata.org) II rabbino Haim Ciprian di Lev Chadash, la prima sinagoga liberale in Italia, terrà una conferenza per approfondire il tema "Ebraismo e omosessualità". Perchè l'ebraismo non è incompatibile con l'omosessualità' e per tentare di comprendere se la scelta di un'affettività omosessuale sia o meno compatibile con un Ebraismo religioso e osservante pienamente vissuto, con tutto ciò che ne deriva, come per esempio il problema dell'omogenitorialità.

Incontro su: Ebraismo e omosessualità. Perchè l'ebraismo non è incompatibile con l'omosessualità'

Il rabbino della Sinagoga Lev Hadash, dr. HAIM CIPRIANI, parlerà sul tema "Ebraismo e omosessualità", infatti "La nostra congregazione ha un'idea molto precisa di come vuol praticare il suo ebraismo: in continuità con la tradizione millenaria del popolo ebraico, ma con la massima apertura per le esigenze etiche universali del mondo contemporaneo, in particolar modo quando il pericolo è quello di discriminare interi gruppi all'interno del popolo ebraico, come le donne o coloro che hanno propensioni affettive diverse.

L'anno scorso con alcune conferenze del nostro rabbino abbiamo mostrato come la normativa ebraica tradizionale, non applicata nelle sinagoghe che si definiscono ortodosse, imponga alle donne gli stessi doveri in fatto di culto e vita religiosa. E' quel che noi pratichiamo, chiamando a Sefer le donne, secondo la legge talmudica e contandole nel minjan con la tranquilla coscienza di non compiere una trasgressione alla legge ebraica, ma di applicarla invece correttamente.

Per quanto riguarda l'omoaffettività e l'omosessualità, l'idea che la scelta di vita delle persone omosessuali non sia un "peccato" ma un modo legittimo come gli altri di realizzare la propria vita affettiva è oggi patrimonio civile del mondo occidentale. Resta da vedere se ciò è compatibile con i valori della Torà e se possa essere accettabile dal punto di vista religioso ebraico.

L'ebraismo tradizionale ha di solito condannato questa scelta sulla base di un famoso versetto della Torah (Lev. 18,22), che dice « Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è to'eva. ». Ma questa è una proibizione dell'omosessualità, come ritiene l'ebraismo ortodosso? Cosa è una "Toevà"? Che cosa si intende per "peccato" nell'Ebraismo?.

Il 4 marzo alle ore 20.45 presso la nostra sede il rabbino di Lev Chadash, Haim Ciprian, terrà una conferenza per approfondire questi temi e per tentare di comprendere se la scelta di un'affettività omosessuale sia o meno compatibile con un Ebraismo religioso e osservante pienamente vissuto, con tutto ciò che ne deriva, come per esempio il problema dell'omogenitorialità

4 Marzo 2008 - Ore 20.45
presso la sede di LEV HADASH - Associazione per l'Ebraismo Progressivo- Piazza Napoli, 35 - MILANO (angolo via Giambellino - entrata da ingresso carraio - citofono A.E.P.)

Lev Chadash, sinagoga liberale in Italia

Sito web http://lnx.levchadash.info/

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Coppie di fatto: I gay cattolici scrivono a Veltroni.

Una lettera a Veltroni sulle coppie di fatto.Gentile Walter Veltroni, non so se leggerà mai questa mia lettera. La scrivo e la lancio in rete come un messaggio in bottiglia: forse arriverà a destinazione, forse no. I tanti che la leggeranno vedranno se è il caso di adoperarsi o meno perché lei finalmente la legga. In ogni caso avranno modo di interrogarsi su quello che un omosessuale cattolico come me, sente in questo momento in cui il dibattito fra laici e cattolici è diventato materia di tanti commenti.

Leggendo i Dodici punti per l'Italia che lei ha presentato oggi, vedo che non c'è nessun accenno al problema del riconoscimento delle coppie di fatto: un tema molto sentito dalle persone omosessuali come me. D'altra parte, dopo la deludente esperienza della scorsa legislatura, in cui un testo prudente fino all'esasperazione è stato bloccato dalle riserve di alcuni esponenti della maggioranza che sosteneva il governo che l'aveva proposto, credo anch'io che non sia il caso di fare promesse che non si riescono poi a mantenere. Forse, con un po' di coraggio, sarebbe bastato far sottoscrivere ai candidati del Partito democratico una dichiarazione di adesione a un disegno di legge simile a quello presentato dal governo Prodi nel 2006. Forse, con una scelta ancor più coraggiosa, si potevano non candidare i parlamentari che in passato avevano dimostrato un'avversione quasi maniacale nei confronti di qualunque diritto delle persone omosessuali. Quest'ultima sarebbe però stata una scelta pericolosa in termini di consenso elettorale e non me la sento di biasimarla più di tanto se non l'ha ritenuta opportuna.
Accetto quindi il suo silenzio e, se fosse indice di una onestà politica a cui decine di promesse elettorali mai mantenute ci avevano disabituato, posso dirle che, addirittura, potrei apprezzarla: quando, all'ultimo congresso di Arcigay, il ministro Bonino ha detto: «È inutile prenderci in giro. Lo dico con rammarico, ma una buona legge sulle unioni di fatto, con i numeri che in questo momento ci sono al Senato, non è possibile farla» gli applausi ci sono stati e sono stati convinti. Capisce allora perché mi hanno particolarmente ferito le parole di Enrico Morando, che, rispondendo alle critiche di Arcigay, ha fatto notare che il programma del Partito Democratico prevede tra le sue pieghe, una legge contro l'omofobia. Le chiedo se però, quando sarà il momento di votarla tutte gli eletti del suo partito, saranno in grado di leggere il programma nel senso in cui il senatore Morando l'ha interpretato oggi. L'esperienza del passato ci ha scottato troppo per credere che, al momento giusto, non verranno fuori decine di discorsi in cui si parlerà "di noi", senza prendere in considerazione l'idea, semplice e radicalmente nuova, di parlare finalmente "con noi".
Il silenzio sulle coppie omosessuali (così strano in un partito che dovrebbe guardare all'Europa) e le promesse poco convincenti sulla lotta all'omofobia rischiano di aumentare il profondo senso di disaffezione nei confronti della politica che sta emergendo in molte persone omosessuali. Per questo ho deciso di scriverle questa lettera in cui mi permetto di suggerirle due gesti che potrebbero essere letti come dei concreti segnali di cambiamento.
Il primo è collegato alla scelta, che lei ha annunciato, di farsi invitare, durante la prossima campagna elettorale, da un certo numero di famiglie. Tra tutte queste famiglie ne inserisca un paio composte da partner dello stesso sesso. Se non ne conosce glie ne posso segnalare alcune io in varie parti d'Italia. Non le dimentichi però: anche se non si notano molto, sono più numerose di quel che si pensa e, durante le ultime elezioni politiche, sono state decisive.
Il secondo riguarda le proposte di legge che riguardano le persone omosessuali. Sostituisca alle promesse del passato, un invito esplicito al Popolo della Libertà (e alle altre coalizioni che si presenteranno davanti agli elettori il prossimo 13 Aprile) per definire, durante la prossima legislatura, un pacchetto di leggi che recepiscano le indicazioni del Parlamento Europeo in materia di diritti delle persone omosessuali. Come garanzia della reale apertura di queste leggi alle istanze concrete delle persone omosessuali indichi fin da ora, in un esponente di spicco del movimento omosessuale italiano, il referente a cui il suo partito darà l'incarico di portare avanti la trattativa per definirne i contenuti.
Come vede non le chiedo di riscrivere il programma del suo partito. Le chiedo di sostituire alle parole scritte (e a quelle non scritte) due gesti concreti che possono infondere un po' di fiducia nella politica a tante persone omosessuali che, come me, corrono il rischio di perderla definitivamente.
Spero che gli anni non abbiano offuscato il coraggio che dimostrò nel Duemila, quando decise di partecipare al World Pride di Roma, superando con un solo gesto i danni che erano stati fatti da centinaia di parole. La saluto cordialmente.


*) Gruppo del Guado - Cristiani Omosessuali - Via Soperga 36 - Milano - Telefono: (+39) 347 73 45 323 - gruppodelguado@gmail.com - http://www.gaycristiani.it/

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