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venerdì 1 febbraio 2008

Firenze. Corso di formazione per la salute di gay, lesbiche e trans.

Presentazione del corso di formazione per i Volontari del Consultorio della Salute della Comunità Queer organizzato da IREOS, centro servizi autogestito della comunità queer di Firenze, in collaborazione con la Azienda Sanitaria di Firenze.
Il corso si articola in 2 tavole rotonde, 8 lezioni, e due laboratori (30 ore), dal 2 febbraio al 12 aprile 2008. La presentazione prevede una tavola rotonda dal titolo “Gay, lesbiche, trans: pazienti imprevisti”, alla quale prenderanno parte Francesca Circolo, Direttrice U.O. Educazione alla Salute ASL 10, il Prof. Carlo Conti, Presidente del Centro Italiano di Sessuologia, Barbara Santoni, psicologa IREOS e Annamaria Imbarrato, psicologa Arcilesbica Firenze.

Per informazioni: Firenze, Associazione IREOS, via dei Serragli 3 - 055/216907 www.ireos.org

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Pete Doherty e il bacio gay. Il cantante beccato con un amichetto...

(TGCom) Mentre la sua ex fidanzata Kate Moss sta progettando le nozze con il musicista Jamie Hince, Pete Doherty si consola a modo suo. Il cantante dei Babyshambles è apparso sul sito Perezhilton.com mentre, su un letto, si scambia un bacio appassionato con un altro uomo, un musicita di nome Wolf. L'ennesimo colpo di testa oppure Doherty ha deciso di fare outing con la pubblicazione di una foto molto esplicita.

Non si sa chi abbia scattato la foto e chi l'abbia messa in Rete. Di certo c'è che il cantante e il suo amichetto non sembrano affatto infastiditi dai flash.

Sigaretta in mano, sorriso complice, Doherty dopo il bacio ammicca all'obiettivo, mentre Wolf nasconde il viso sulle spalle di Doherty.

Ultimamente erano circolate voci di una sua presunta paternità. La futura mamma, Laura, la ventenne figlia di Alex Ferguson non aveva dubbi: il papà è di sicuro Pete.

Lui, però da subito, ha negato sostenendo addirittura di non conoscere la giovane. A questo punto è lecito chiedersi: non è che questo bacio è una "trovata" per far sapere a tutti che il padre del piccolo in arrivo non può essere lui?

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Spagna. Una chiesa sempre più omofoba che fa politica. I vescovi contro Zapatero, non votatelo.

Il primo ministro si difende: la maggioranza è dalla mia parte.

(Luigi La Spina - La Stampa) Il ministero della Sanità fronteggia uno dei più belli e noti viali di Madrid, il Paseo del Prado. Sulla facciata spiccano tre enormi fotografie con i volti di alcuni fra gli uomini più conosciuti della Spagna: un famoso giudice, uno scrittore e un presentatore tv. Sono, tutti e tre, gay dichiarati e, sotto i loro sorrisi, c’è un messaggio esplicito: «Noi usiamo il preservativo».

Basterebbe pensare a una trasposizione italica di tale scena, con gli effetti che avrebbe nella nostra società, per capire come, nonostante le apparenze, Madrid sia molto più lontana dalle nostre città delle due ore scarse che un aereo impiega per collegare i nostri due paesi latini. E per capire come il capo di governo di una nazione nominalmente cattolica come la Spagna possa affrontare senza troppi timori, senza imbarazzate giustificazioni, soprattutto senza palinodie un attacco così duro come quello che, ieri, i vescovi spagnoli gli hanno sferrato. Eppure, si stimano ancora in 8-10 milioni gli spagnoli praticanti. Persino nel suo partito, il Psoe, Luis Rodriguez Zapatero può trovare tra gli uno e i due milioni di sostenitori che si dichiarano cattolici.

La Spagna, erede di un impero unitario dalla fine del Quattrocento, conta su un senso dello Stato orgogliosamente difeso da tutti i suoi cittadini. Una separazione con la Chiesa tranquillamente rivendicata dall’intera classe politica, anche quella del centrodestra. E’ significativo, a questo proposito, che i leader del Partito popolare, lo schieramento che cercherà, il 9 marzo, di ottenere i voti per scalzare Zapatero dal palazzo presidenziale della Moncloa, non abbiano promesso, ad esempio, di cancellare tutte quelle riforme introdotte da colui che, in Italia, viene dipinto come un pericoloso e incosciente mangiapreti. Vogliono solamente togliere la dizione «matrimonio» alle unioni tra gay, ma non si sognano di abolire una legislazione di protezione giuridica ben più estesa di quella che era prevista nei cosiddetti «Dico», la proposta avanzata timidamente dal centrosinistra italiano e subito naufragata per i dissidi interni all’Unione.

Così le riforme approvate da Zapatero nel campo dei diritti civili, quelle più contundenti nei confronti della Chiesa, hanno ottenuto un consenso valutato, dai sondaggi dell’epoca, tra il 70 e l’80 per cento della popolazione. Ecco perché nel ritratto che traccia Suso de Toro nell’ultimo libro sul leader spagnolo, Zapatero rivendica di «non essere affatto un radicale» e di aver sempre interpretato il pensiero e la volontà della maggioranza dei suoi compatrioti.

Maria Teresa Fernandez de la Vega, vicepresidente del suo governo, peraltro composto per la metà da donne, forse caso unico al mondo, riassume la personalità del premier spagnolo con una formula molto efficace: «Una miscela di idealismo e pragmatismo». Zapatero è uno strano leader carismatico che deve smentire la sua fama di «timido», una caratteristica inadatta alla figura del capo di un partito moderno, ma si compiace di presentarsi come «reservado» e «austero». Una attitudine a frenare l’eccessiva esibizione di sé, che lui stesso definisce, con un termine difficilmente traducibile con una solo parola italiana «contencion». «La principale virtù - afferma il premier - di chi ha anche molto potere».

Perché un capo di governo che autodescrive la propria personalità a tinte così poco rutilanti abbia puntato la gran parte del suo primo mandato su un tale allargamento dei diritti individuali da suscitare la furibonda opposizione della Chiesa, in un paese, comunque, di antica tradizione cattolica, è spiegato da lui stesso con queste parole, sempre affidate al suo biografo: «Teoricamente il principio di uguaglianza tra uomo e donna non era una questione prioritaria della socialdemocrazia classica, così come lo era la difesa dei lavoratori, l’educazione, l’accesso alla sanità. Oggi, invece, è prioritaria, perché è un fattore di democratizzazione sociale. La sinistra operaia mancò di capire, ed è comprensibile per l’epoca, che il soggetto di cambio della storia, soprattutto nel XXI° secolo,... è la cittadinanza. Questo significa un’ampia espansione dei diritti, di libertà. Diritti sociali, economici e individuali».

Zapatero è consapevole, dunque, che la sua proposta ai partiti riformisti dell’Europa si differenzia notevolmente dai canoni della socialdemocrazia classica. E’ la variante iberica, applicata con la massima coerenza e con la massima decisione. Una parte della società spagnola, appoggiata dai vescovi, è rimasta traumatizzata dall’esperimento. Il 9 marzo sapremo se la maggioranza dei cittadini di questo paese riterrà che l’ esperimento possa continuare.

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Premi Ubu per il teatro 2007 - edizione del trentennale. I vincitori.

Festa grande al Piccolo Teatro Studio per i Premi Ubu, che hanno compiuto i trent'anni, rifacendo il pieno di pubblico per la ricorrenza orchestrata nell'occasione da un personaggio della scena come Arturo Cirillo, che un premio l'aveva vinto come regista e come attore nelle ultime due annate, e che, presentando la serata, l'ha consegnato anche a Monica Piseddu, sua partner nel suo più recente lavoro risultata miglior attrice non protagonista. Ma il premio più importante e più ambito, quello per lo spettacolo dell'anno, è andato allo Studio su Medea, creato e diretto da Antonio Latella, che era arrivato appositamente da Berlino dove vive e dove ha creato questo grande spettacolo innovativo, ed è stato molto festeggiato dai molti attori che lavorano solitamente con lui, convenuti a Milano per l'occasione.

Non era la sola tribù teatrale presente a questa serata. Come spesso accade agli Oscar anche gli Ubu amano distribuire i premi a grappoli, e alle Albe di Ravenna per Sterminio dell'austriaco Werner Schwab ne sono andati quattro: per la regia a Marco Martinelli, per la miglior attrice a Ermanna Montanari, per la scenografia di luci a Vincent Longuemare, per il miglior testo straniero, ritirato da Sonia Antinori che l'ha tradotto, perché l'autore è scomparso una decina d'anni fa per una overdose alcolica. Il riconoscimento per il miglior attore è andato invece a Saverio La Ruina, premiato anche per il miglior nuovo testo italiano per il suo Dissonorata, monologo in dialetto calabrese da lui interpretato in abiti femminili, acclamato anche dagli altri artisti del suo gruppo, Scena Verticale di Castrovillari.

Nella categoria per lui insolita di miglior attore non protagonista per l'interpretazione di Angels in America, dove faceva la parte di Al Pacino, ha vinto il suo primo Ubu Elio De Capitani e nello stesso spettacolo figurava Umberto Petranca, eletto come nuovo attore under 30, ex aequo con il coetaneo Emiliano Masala, che invece ha lavorato anche con Latella, un bel duetto di giovanissimi. E appartiene alle nuove leve anche Marco Rossi, artefice per Luca Ronconi e per il Piccolo Teatro della scena raffinatissima per riflessi coloristici e architetture di Inventato di sana pianta di Hermann Broch. Due premi speciali sono stati attribuiti al Festival delle Colline Torinesi, ormai numero uno della nostra scena, e per una vita dedicata all'illuminazione scenica a Gigi Saccomandi, mentre il Faust di Nekrosius, che figura anche in copertina del Patalogo, che organizza i premi e la manifestazione, ha avuto la palma per il miglior spettacolo straniero, assente il regista lituano che non si è ancora rimesso dalle fatiche per montare il suo ultimo kolossal.

  • Spettacolo dell’anno: Studio su Medea (Antonio Latella, Teatro Stabile dell’Umbria)
  • Miglior regia: Marco Martinelli (Sterminio di Werner Schwab, Ravenna Teatro-Teatro delle Albe)
  • Miglior ccenografia: Marco Rossi (Inventato di sana pianta di Hermann Broch)
  • Miglior attore: Saverio La Ruina (Dissonorata)
  • Miglior attrice: Ermanna Montanari (Sterminio)
  • Miglior attore non protagonista: Elio De Capitani (Angels in America di Tony Kushner)
  • Miglior attrice non protagonista: Monica Piseddu (Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello)
  • Nuovo attore under 30 (ex aequo): Umberto Petranca e Emiliano Masala
  • Nuovo testo italiano: Dissonorata di Saverio La Ruina (Scena Verticale)
  • Migliore novità straniera: Sterminio di Werner Schwab (Ravenna Teatro-Teatro delle Albe
  • Migliore spettacolo straniero presentato in Italia: Faust di Goethe (regia Eimuntas Nekrosius, Lituania)
Premi speciali:
  • Festival delle Colline Torinesi, per la continuità dell’impegno innovativo, attento alla varietà dei contenuti e delle compagnie ospitate, in una lucida prospettiva di rinnovamento culturale.
  • Vincent Longuemare, per aver segnato con le sue luci gli spettacoli delle Albe con uno spirito da scenografo che integra il lavoro registico.
  • Gigi Saccomandi, per il magistero e l’alta qualità del suo lavoro pluriennale sulle luci.

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Omosessuali. Una rete di avvocati per la tutela dei diritti Lgbt.

La rete Lanford.

L'avvocatura per i diritti LGBT è un'Associazione costituita di recente per rispondere al bisogno di informazione e di diffusione della cultura e del rispetto dei diritti delle persone omosessuali nel nostro Paese.
L'avvocatura per i diritti LGBT sta promuovendo la costituzione di una rete di avvocati su tutto il territorio nazionale che si occupano della tutela giudiziaria delle persone omosessuali.

La rete è stata chiamata Rete Lenford per ricordare il barbaro omicidio di un avvocato jamaicano impegnato nel rispetto e nella lotta per i diritti delle persone siero positive.
Quattro rapinatori, introdottisi nottetempo nella sua casa, vista una fotografia che lo ritraeva in compagnia del suo compagno, lo aggredirono trasportandolo fuori dalla sua abitazione per ucciderlo dopo averlo torturato.

Questo succedeva nel 2005 e non in epoche buie e risalenti al medioevo.

Per i membri dell'avvocatura per i diritti LGBT, Lenford rappresenta un esempio da proporre ai colleghi avvocati che hanno deciso di assolvere, anche nel campo della tutela dei diritti delle persone omosessuali, la loro funzione sociale di sostegno e tutela alle persone discriminate all'interno della nostra società.

L'obbiettivo della Rete Lenford è quello di mettere in contatto professionisti che operano su tutto il territorio nazionale in modo che possano scambiarsi informazioni, individuare colleghi che possano seguire da vicino fatti che si svolgano a molta distanza, individuare momenti di confronto e di crescita culturale che consenta loro di affrontare in maniera più efficace la propria attività professionale.

Per il momento è già in funzione un indirizzo di posta elettronica:
retelenford@ gmail.com

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GF8. Silvia a Raffaella: "Non hai carica sessuale". Thiago se ne sta in disparte.

Silvia, la più "sessuale" del Gf8. Tocca a Raffaella pulire il bagno.

(TGCom) Silvia e Raffaella continuano a litigare, e i maschietti esprimono le loro preferenze per le sorelline della Casa. All'unanimità, Silvia è definita da tutti la più sessuale, mentre Raffaella intriga Francesco, ma è considerata immatura dagli altri ragazzi. Thiago non sta al gioco e non esprime alcuna preferenza. Intanto proseguono i lavori, coordinati da Mario che è entrato sempre più nella parte del "capomastro".

Il risveglio è stato più frizzante del solito, con Teresa che esce subito in giardino e si esibisce in una danza rock. I letti comodi e caldi della Casa devono aver rigenerato fratellini e sorelline, dopo settimane di campeggio.

Come dicevamo, non sembra placarsi la lite tra Silvia e Raffaella. Le due ragazze non si sopportano e non appena entrano in contatto vanno ai ferri corti. "Non hai carica sessuale", insiste l'ex truccatrice della Tv della Libertà rispolverando il discorso che tanto ha fatto arrabbiare la bella napoletana, che questa volta non scoppia in lacrime, ma si mette a urlare istericamente. Il culmine della lite sta nella battuta di Silvia: "Ma tu sei una povera pazza! Mandate uno psichiatra immediatamente".

Francesco, parlando con gli altri maschietti della Casa, rivela di avere un debole per la giovane Raffaella. Per Gian Filippo, invece, l'unica donna "intrigante" del Condominio è Alice: "Ha un qualcosa che... a me prende!". Tutti però concordano su una cosa: Silvia è la più "sessuale".

Mentre Carmela si dà da fare ai fornelli, cucinando per tutti dalla mattina alla sera e cercando di coinvolgere anche i ragazzi più svogliati nei lavori domestici, proseguono i lavori agli ordini di Mario. Teresa, Andrea, Nadia e Christine obbediscono ai suoi ordini senza fiatare, "terrorizzati" dai modi dell'esperto muratore, entrato sempre più nella parte di "capomastro".

Alì, che ha il carattere più irascibile e in teoria sarebbe ufficialmente il capo dei lavori, non si pronuncia, ma quando arriva il momento di montare la moquette all'interno della casa, per poco non scoppia, di fronte alla saccenza di Mario.

Per decidere chi avrà l'onere di pulire il bagno, i ragazzi organizzano un gioco: bisogna colpire con delle palline una bottiglia d'acqua. Raffaella e Thiago falliscono e tocca a loro il gravoso compito.

La puntata del lunedì sera si avvicina e i concorrenti cominciano a pensare alle nominations. Roberto ne discute con Raffaella e la ragazza rivela che non ha intenzione di votare nuovamente Fabio, dicendo che potrebbe orientarsi sui genitori Orlando, anche se questo la farebbe sentire in colpa. Quando poi il cummenda le chiede con chi si sia trovata meglio lei fa i nomi di Lina, Gian Filippo, Francesco...insomma il gruppetto più compatto. "Sei forte sei intelligente hai legato con i più forti", le dice Roberto tutto compiaciuto.

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