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giovedì 17 gennaio 2008

Torna Bonsai Aid Aids 2008.

(Dire) Anche quest’anno l’Anlaids (Onlus), Associazione Nazionale per la lotta contro l’Aids organizza “Bonsai Aid Aids” e come ormai da tradizione, si svolge nei giorni di Pasqua in circa 3.000 piazze italiane oltre che nelle strutture Ospedaliere e Centri Commerciali.Nei giorni 21 – 22 – 23 marzo, i volontari dell’Anlaids saranno nelle piazze, collocati in riconoscibili punti d’incontro, per distribuire gratuitamente materiale informativo sulla malattia e sulla prevenzione dall’infezione Hiv e per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi umani e sociali delle persone sieropositive e malate di Aids.

Inoltre offriranno un autentico Bonsai Cinese, albero vivo che richiede amore e cure costanti e che è diventato simbolo dell’Anlaids, in quanto la piccola pianta richiede le stesse cure e attenzioni di cui hanno bisogno le persone affette dal virus Hiv. La manifestazione, che gode dell’Alto Patronato delle Presidenza della Repubblica e del patrocinio della Fondazione per la Comunicazione Sociale Pubblicità Progresso, giunge alla sua sedicesima edizione e fin dalla sua nascita, grazie al contributo dei moltissimi volontari, ha permesso di raggiungere grandi risultati.

Grazie a “Bonsai Aid Aids” l’Anlaids continuerà a finanziare i progetti dediti alla lotta contro l’Aids come:

  • L’istituzione di Dottorati sulla ricerca
  • La concessione di Borse di studio per giovani laureati e ricercatori
  • La prevenzione nelle scuole con l’organizzazione di concorsi per progetti mirati e incontri di formazione con studenti e docenti
  • La prevenzione, grazie alla distribuzione di materiale informativo appositamente creato, nei luoghi di aggregazione giovanile, tra la popolazione straniera, nelle carceri e nelle caserme
  • L’acquisto di apparecchiature medico-scientifiche e diagnostiche per centri ospedalieri e universitari
  • La gestione di case alloggio per persone malate di Aids o sieropositive
  • L’aiuto e finanziamento a centri medici in Paesi africani colpiti dall’Aids.

Per informazioni al pubblico : Anlaids – tel. 06.4820999, mail: anlaids@anlaids.it. Sito Internet: www.anlaids.it

Perchè “Bonsai Aid Aids”
Nel 1993 nasce la prima Campagna Nazionale “Bonsai Aid Aids”.Un piccolo albero vivo adottato quale simbolo per sconfiggere l’Aids. L’uomo malato è fragile, bisognoso di cure e di tante piccole attenzioni quotidiane; come un bonsai non può essere lasciato a se stesso: perchè viva occorre seguirlo, curarlo con amore, dedizione e competenza. L’ entusiasmo dei volontari e della gente davanti al bonsai, vuol significare prendere coscienza del problema, chiedere informazioni, non sentirsi “intoccabili” ma coinvolti.

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Omosessuali in Italia. 35 anni di movimento: 0 risultati.

(Lampi di pensiero) Nel 2007 si è celebrato il 35 anniversario della nascita del movimento italiano per il riconoscimento e l’affermazione delle istanze e dei diritti delle persone che vivono un’affettività ed una sessualità soggetta a discriminazioni sociali, giuridiche e politiche.

Ho intenzionalmente abbandonato la “putrida” definizione di GLBT(etuttoilresto) poiché comincio a rifiutare questo approccio per categorie di minoranza. Questi problemi non sono solo della comunità glbt(etuttoilresto), ma di tutti coloro che a causa della propria affettività e della propria sessualità soffrono discriminazioni giuridiche, sociali, economiche e politiche. Giusto per fare un esempio, faccio riferimento ai diritti di affettività e sessualità per gli anziani, i portatori di handicap, gli intersessuali (altrimenti noti come middlesex), unigenitorialità, ecc. E’ quindi, spero, abbastanza chiaro che tali diritti e tali istanze appartengono solo in parte alla comunità glbt(etuttoilresto), poiché sono (o dovrebbero essere) in maggioranza appannaggio di tutti coloro che tali discriminazioni le soffrono indipendentemente dall’essere omosessuali, trans o bisessuali.

Ebbene, si diceva, 35 anni sono trascorsi e, andando al sodo, il movimento glbt italiano non ha ottenuto nessun risultato degno di rilievo sul piano economico e giuridico. Nessuno. Diversamente, sul piano sociale e del costume si possono registrare favorevoli progressi, seppur non si possa parlare di piena emancipazione, poiché la piaga dell’omofobia diffusa non ha ancora cessato di provocare vittime.

Per riassumere il senso delle affermazioni tranchantes che ho fatto, è opportuno vedere quali sono i principali fronti aperti e i relativi risultati:

  • riconoscimento dei diritti di unione (matrimoniali o meno): è rimessa ai singoli Comuni la possibilità di istituire registri delle unioni affettive con alcune conseguenze sul piano pratico e giuridico (non sostanziali);
  • introduzione dei reati contro la persona per motivi di discriminazione sessuale: non ce n’è traccia e non si prevede a breve che la materia sia regolamentata;
  • genitorialità per le coppie omosessuali o per i singoli: non c’è;
  • matrimonio omosessuale: la questione sembra definitivamente archiviata con un no che appartiene a quasi tutto l’arco costituzionale;
  • supporto delle persone transessuali nel cambiamento di sesso: regolato, anche se con notevoli rigidità e inapplicabilità di soluzioni più leggere.

Questo è il succo. Vuol dire che il movimento ha fallito? No, semplicemente che deve continuare a muoversi, a costruire presenza politica e rivendicazione. E lo dovrebbe fare seguendo questo direttrici:

  • Coscienza e consapevolezza: non solo visibilità, ma comprensione del fondamentale ruolo sociale che possiede chi “non è nel coro”, quello di essere propulsore del cambiamento. Una volta si sarebbe detto “rivoluzionario”, oggi questa parola spaventa, ma il concetto è lo stesso. La società si muove se si innesca una dinamica di opposti che si confrontano, altrimenti si avvita su sé stessa e diventa conservatrice ed egoista e perde il senso del futuro.
  • Solidarietà e cultura: lavorare per costruire una rete di solidarietà materiale e per costruire un interscambio culturale fra le numerose realtà territoriali costituisce un elemento essenziale di umanità. Senza solidarietà non si fa la politica, senza la cultura non si sa dove si va e alla fine non si cambia nulla.
  • Vision: il movimento si deve costituire nazionale e con una prospettiva internazionale. La pur importante dimensione locale deve necessariamente trovare una sua collocazione estesa, coordinata e partecipata a livelli territorialmente più estesi. La politica dei Comuni non può determinare cambiamenti sostanziali, ma solo particolari e comunque difformi sul territorio, acuendo, piuttosto che risolvendo, la disparità fra uguali.
  • Inclusione: i referenti sociali del movimento non possono essere solo i soggetti che appartengono storicamente all’area glbt(etuttoilresto). Occorre continuare ad estendere la rete e a rivolgersi a chi fa parte delle categorie interessate.
  • Lobbying: molti parlano della necessità di fare lobbying. E’ innegabile che questo possa portare grandi risultati: il principale avversario che abbiamo (il tradizionalismo cattolico e religioso in genere) ne è un eccellente esempio. Ma non si parte dal lobbying, ci si arriva quando si può contare su una massa di persone che costituisce un referente economico o politico in grado di “muovere” denaro, voti o consenso. Tutto il resto sono chiacchiere.

Senza la pretesa di essere profetico, queste potrebbero essere delle “linee strategiche di azione” da cui far discendere programmi e attività coordinate e condivise. Magari sono discutibili, emendabili, da riscrivere, ma questo è un punto di partenza. O si discute da questi elementi oppure ci saranno altri 35 anni di risultati 0.

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Amici di Maria. Interviste, Barbagallo: “Vorrei una mia compagnia di danza”.

(River-blog) Luca Barbagallo è il ballerino eliminato dalla scuola di “Amici”, in una sfida con l’esterno Mattia de Salve. Un’uscita controversa, che a lui non è mai andata giù. Luca, per chi non se lo ricordasse, è il ragazzo che durante un’esibizione indossò dei tacchi a spillo. Una scelta provocatoria, e sicuramente coraggiosa. A me non dispiace la sua schiettezza, e il fatto che dica, senza troppi peli sulla lingua, di considerarsi un talento (a differenza di altri allievi che si comportano da primedonne, covando in silenzio il loro sentirsi novelle Carla Fracci). Tra l’altro il suo curriculum è ricco di esibizioni e premi. River lo ha intervistato.

Partiamo dall’esperienza nella scuola. A distanza di qualche settimana dall’esclusione - che sicuramente ha bruciato - come la definiresti? Positiva in ogni caso?
L’esperienza di Amici è sicuramente forte sotto il punto di vista emozionale. Non ci sono però parole per descrivere la mia “insoluta” uscita dalla scuola. Non ti nego che una volta iniziata l’esperienza avrei voluto portarla a termine come tutto quello che faccio nella vita in genere. La trasmissione nasce come un talent-show e hanno buttato fuori un Talento. Mi dispiace per loro e per tutte le persone che mi avevano regalato il primo posto in classifica, il giorno stesso della sfida, spendendo tanti soldi per me.

La persona che ti ha deluso di più dentro alla scuola.
Lo staff di Amici è eccezionale. Tutti si sono comportati bene nei miei confronti facendomi sentire a casa. Trovo poco sensibile il trattamento un po’ freddo che mi hanno offerto il giorno della sfida. Ringrazio però tutti i professori di danza per aver preferito me!

Mattia de Salve, alla fine, è stato eliminato. Contento? Te lo aspettavi?
Mattia è un bravo ballerino che, pochi giorni dopo la sua uscita, è già tornato sugli schermi televisivi. Sicuramente non doveva entrare al mio posto (non trovo sia giusto neanche il paragone tra me e lui), ma ti posso dire che nella sua seconda sfida contro Vincenzo meritava di restare, ha ballato decisamente meglio! Alla mia eliminazione, tanti giornali hanno parlato della mia strana ed insolita uscita dal programma e questo mi ha fatto piacere; ho letto tante email dove dicevano e si lamentavano per l’accaduto! Il pubblico italiano non è stupido ed ha visto poca giustizia, quindi un po’ mi aspettavo la sua uscita.

Francesco Mariottini è stato un mese circa senza fare nulla (o quasi), per via dei problemi fisici. Non ti sembra strano?
Francesco è un ballerino stupendo. E’ un piacere guardarlo in tv, quindi anche se fosse rimasto fermo due mesi è giusto che un buon elemento rimanga nella scuola!

Partiamo ora dalla vita fuori dalla scuola. Progetti immediati?
Voglio avere presto la possibilità di creare una mia Compagnia di Danza e poter mettere in atto le mille composizioni coreografiche che mi frullano in testa. Oltre ad essere un danzatore riconosco ancor di più un talento innato come coreografo… tanti primi premi nei concorsi internazionali mi danno conferma e tante personalità artistiche nel mondo della danza mi spronano a farlo.

Se dovessi tornare indietro, rifaresti i provini di Amici?
Non vivo mai di rimpianti, trovo inutile farlo, quindi rifarei tutti i fantastici e divertenti provini e auguro ad ogni persona di poter vivere le mie stesse emozioni. Mi ero prefissato di voler entrare ad Amici, ci sono riuscito, e ne sono contento! Il Talento l’ho portato via con me quindi, Amici rimane uno splendido ricordo adesso continuerò a volare in alto con la mia danza!

In una intervista a Eva3000 Mattia De Dalve ha detto che nella scuola va avanti solo chi fa polemica. Sei d’accordo?
Forse Mattia avrà parlato così dettato dalla rabbia. Nella vita quotidiana esistono le polemiche, lì sembrano amplificate perchè i ragazzi sono 24 ore su 24 insieme davanti alle telecamere. Mi sembra umano litigare: anche io con Vale Mele litigavo sempre ma perchè eravamo diversi caratterialmente e non perchè facendo polemica salivamo in classifica. Personalmente sono stato al 3° al 4° e al 1° posto in classifica e non perchè litigavo ma per il mio talento.

Con chi sei rimasto in contatto?
Sento sempre le mie dolcissime Marina e Simonetta; Gennaro il pazzo…Pasqualino e Cassy tramite messaggi… Spero che al di fuori degli impegni riesca ad andarli a trovare tutti quanti.

Chi vincerà la trasmissione secondo te?
Spero Marina, perché è una grande in tutto! Il vincitore finale, però, è difficile da prevedere come del resto è stato con la mia uscita.

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Camerun, tre gay condannati a 6 mesi di lavori forzati.

Sentenza dopo 6 mesi in carcere. Il legale: manca la flagranza.

(Ap) - Sei mesi di lavori forzati. E' la sentenza emessa dal tribunale di Douala nei confronti di 3 camerunensi arrestati lo scorso agosto con l'accusa di essere omosessuali, crimine che nel paese africano può costare fino a tre anni di carcere. E' il l'avvocato difensore a rendere nota la sentenza, annunciando di aver già presentato appello perchè i suoi assistiti sono stati condannati senza essere stati colti in flagranza.

"Nessuno di loro è stato arrestato in flagranza di reato, non possono essere condannati per qualcosa che non hanno fatto", afferma l'avvocato Alice Nkom. I tre hanno atteso il processo in cella, per sei mesi.

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Milano. Gay Street, il Tar boccia il «coprifuoco» del Comune.

(Il Giornale) I locali gay che disturbano la quiete dei cittadini non possono essere costretti a chiudere in anticipo. Lo ha deciso la magistratura amministrativa, dando ragione alla protesta dei titolari che non avevano accettato la decisione del Comune. Il Tar ha infatti accolto la richiesta di sospensiva del provvedimento comunale che ha imposto l’anticipazione alle 22 dell’orario di chiusura dei due pubblici esercizi di via Sammartini per motivi di ordine pubblico.
La notizia è stata accolta a palazzo Marino con stupore misto a preoccupazione. «Prendiamo atto dell’ordinanza del Tar - dice Riccardo De Corato, vice sindaco e assessore alla Sicurezza -. Ma di questa decisione, che lancia un preciso segnale, devono tenere conto anche i cittadini, i comitati di quartiere, i Consiglieri comunali come Montalbetti, che ritengono il Comune sempre responsabile e sempre in grado di poter intervenire per problemi di sicurezza causati dai locali notturni». Una considerazione amara sull’impossibilità per Palazzo Marino di rispondere alle richieste dei milanesi che si lamentano per rumori, schiamazzi, sporcizia sotto casa fino a tarda notte. E non solo in via Sammartini.
Il vicesindaco tiene a sottolineare che all’origine della chiusura anticipata non c’era alcuna volontà di colpire quei due locali perché frequentati da una clientela prevalentemente omosessuale. «L’ordinanza del Tar - assicura De Corato - non ha rilevato profili discriminatori. Tanto è vero che altri pubblici esercizi, tra via Ponte Seveso e via Sammartini, erano stati interessati lo scorso dicembre da provvedimenti simili e sempre a causa di problemi d’ordine pubblico, tra cui spaccio, frequentazione da parte di pregiudicati e schiamazzi».
Il Tar, invece, ha ritenuto che i problemi di pubblica sicurezza non fossero direttamente ascrivibili ai due locali sotto accusa e ha motivato la decisione anche sulla base del possibile danno economico subito con la riduzione dell’orario di chiusura. «Nel caso degli esercizi in questione - sintetizza De Corato -, nonostante la documentazione fornita dalla questura che certificava problemi d’ordine pubblico, il Tar ha preferito dare ragione ai due locali.
Eppure, secondo il Comune, la documentazione che dimostrava la necessità dell’intervento era molto circostanziata. Nelle carte dell’ordinanza vengono citati i numerosi interventi effettuati dalla Polizia per problemi causati dai frequentatori dei due locali.
«Continue denunce per liti, risse e uso di sostanze stupefacenti. Sono stati questi motivi - spiega De Corato - che ci hanno spinto a varare il provvedimento di chiusura anticipata i cui benefici erano stati subito apprezzati dalla Questura».
«Non si può più dire, dunque, - prosegue il vice sindaco - che il Comune non faccia nulla per difendere i cittadini da schiamazzi e problemi di ordine pubblico causati dai locali notturni. Perché secondo il Tar questi non sono direttamente addebitabili a loro. E dal momento che non possiamo mettere un vigile o un carabiniere davanti a ogni locale, i nostri provvedimenti risultano di fatto limitati».

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Burlesque! per la rivista GQ è il miglior spettacolo di genere in Italia.

(Teatro.org) Mercoledì 23 gennaio 2008, alle ore 21, al Teatro del Navile in via Marescalchi 2/b ( ang.via D'Azeglio 9 – Piazza Maggiore) Bologna, proseguono gli appuntamenti dell'avanspettacolo anni '50 con Burlesque! Lo spettacolo prodotto dal circolo Arcigay «Il Cassero» e dall' «alberTStanley».

Londra, New York e Bologna, questa è la triade del burlesque, dove furoreggiano pin-up, imbonitori, numeri d'avanspettacolo e curiosità mai viste; così questo mese la rivista GQ indica proprio lo spettacolo scritto da Luca de Santis come il riferimento italiano da non perdere.

A Bologna è ormai un appuntamento cult sulla bocca di tutti: chi ancora non ha fatto l'esperienza di un'intera serata negli anni '40, con sirene antiaerei, rifugi strettissimi e cinegiornali d'epoca rivisitati? Un vero spettacolo di burlesque come quelli che imperversavano nei sobborghi di New York negli anni '50, che non risparmia col suo occhio satirico né religione, né arte contemporanea, né storia, né politica.

La piccola compagnia di Burlesque! presenta ogni due mercoledì un repertorio comico sempre diverso: una Virginia Woolf depressa dall'insistente musica di Philip Glass, l'evangelista Matteo per nulla concorde con le scelte di scrittura dei suoi tre colleghi, Elisabetta I Tudor che nel suo diario si lamenta perché ancora vergine, le madri di Michelangelo, Leonardo e di Botticelli che chiacchierano tra loro all'uscita dell'asilo, questo è solo un assaggio dell'avanspettacolo più intellettuale e divertente della città.

Leonardo Feltrin è il caustico imbonitore della serata in nerissimo fez e tacchi vertiginosi, David White è l'istrionico attore, Lysandra Coridon l'irresistibile pin-up, il tutto accompagnato dalla voce di Wilbi e dalle note di un solitario pianoforte.L'occhio di bue si accende, la musica swing risuona nel foyer, gli attori sono già in
fermento: c'è solo il tempo di prendere la propria bombetta, il proprio boa di struzzo, un bicchiere di vino e sedersi in platea.

BURLESQUE!
è uno spettacolo scritto da Luca de Santis, regia di Ennio Ruffolo,
contributi video a cura di Fabio Fiandrini

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