Alla San Pio X ci sarebbero 13 indagati, accusati di associazione per delinquere e truffa aggravata, tra cui due religiosi (uno dei quali è il padre economo), 4 chirughi plastici e il loro primario. Curare i sieropositivi consentirebbe di chiedere rimborsi cospicui alla regione, in questo caso intorno ai 6 mila euro (secondo i consulenti dell’accusa, il costo reale dell’intervento dovrebbe essere di circa 500 euro e non richiederebbe ricovero).
Le operazioni di questo tipo, solo alla San Pio X, sarebbero state circa 7 mila. Ma la vera novità che coinvolge sia l’istituto clinico San Siro sia la San Pio X sta negli interventi per le emorroidi: nelle due cliniche sotto inchiesta questo tipo di operazione sarebbe stata catalogata quasi sempre come un ben più complicato intervento all’intestino crasso, consentendo rimborsi di circa 11 mila euro invece che meno di 2 mila. Alla San Pio X sarebbero state circa 3 mila le operazioni realizzate secondo questa procedura.
giovedì 12 giugno 2008
Truffe alla sanità: altre due cliniche (e due frati) sotto inchiesta a Milano.
Milano. La risposta "nazista" del medico della Clinica Santa Rita: "Obbedivo agli ordini".
(L'Avvenire) Durante l'interrogatorio di garanzia, Renato Scarponi, uno dei medici arrestati con l'accusa di truffa al sistema sanitario nazionale nell'ambito dell'indagine sulla clinica Santa Rita, ha detto di aver obbedito, nei suoi comportamenti, a quanto gli imponevano i vertici della struttura sanitaria. In particolare, le responsabilità delle truffe sarebbero state, secondo Scarponi, dei direttori sanitari, Gianluca Merlano e Maurizio Sampietro, e del proprietario Francesco Paolo Pipitone.
mercoledì 5 marzo 2008
Attenti ai falsi managers. "Con me farai carriera", finto agente abusa di una ragazzina.
(Agi) Il Compartimento Polizia delle Comunicazioni di Pescara ha denunciato alla Procura della Repubblica di Pescara, nel corso dell’attivita’ di contrasto del fenomeno della pedofilia on-line, una persona accusata di aver costretto una minorenne di 14 anni, adescata via internet, a compiere autonomi atti sessuali su se stessa.
Di seguito alla segnalazione ricevuta dai genitori della minorenne, gli investigatori della seconda sezione area informatica, dopo una complessa indagine con la collaborazione degli internet service provider, sono riusciti ad individuare a Genova un utente che nascondendosi dietro un “nickname” era entrato in contatto con la minorenne spacciandosi per una persona introdotta nel mondo dello spettacolo, ne aveva carpito la fiducia convincendola a spogliarsi con la promessa di introdurla nel mondo della moda e di guadagnare lauti compensi. Nel corso di successive sessioni di chat, il presunto organizzatore di casting, con la minaccia di diffondere le immagini che ritraevano la minore sulla rete Internet e di inoltrarle alla famiglia, l’ha costretta a compiere atti sessuali davanti alla web-cam.
L’attivita’ investigativa e’ stata in un primo tempo coordinata dalla Procura della Repubblica dei Minori in quanto l’ignoto adescatore aveva riferito di essere di minore eta’. Risultato invece essere un adulto, l’attivita’ e’ passata alla Procura di Pescara che ha disposto una perquisizione domiciliare urgente a carico della persona individuata, che e’ stata eseguita il 29 febbraio. L’uomo e’ un trentenne residente nel capoluogo ligure, padre di due figli minori di cui una femmina di 9 anni.
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domenica 13 gennaio 2008
Su Kakà inchiesta per Chiesa evangelica. Richiesta la sua testimonianza dal giudice del tribunale penale di San Paolo Marcelo Batlouni Mendroni.
(Diregiovani) Il giudice del tribunale penale di San Paolo Marcelo Batlouni Mendroni ha chiesto al procuratore generale di Milano di poter interrogare Kakà per i rapporti del giocatore del Milan con Estevam Hernandes Filho e Sonia Haddad Moraes Hernandes, due brasiliani già condannati negli Stati Uniti per riciclaggio di denaro sporco e a capo della chiesa evangelica pentecostale Renascer, frequentata da Kakà.
Lo scrive la rivista brasiliana Carta Capital, precisando che la richiesta del giudice Batlouni Mendroni, inoltrata il 14 settembre scorso, non ha ancora avuto risposte: la rivista ha messo in copertina Kakà, con l'eloquente titolo "A fè e a grana". I due sono indagati anche in Brasile, dove Kakà ha avuto rapporti frequenti con loro, fino a lasciare il trofeo del Fifa World Player presso la loro chiesa. Secondo Carta Capital, il giudice vorrebbe sapere quali sono le relazioni tra Kakà e gli Hernandes, se i due frequentano la sua casa in Italia e in Brasile, se l'attaccante fa loro visita in Brasile e negli Stati Uniti e, inoltre, se gli Hernandes sono stati ospiti di Kakà dopo il 31 luglio 2006, data in cui sono stati formalmente accusati, e se il milanista era a conoscenza del fatto che erano dei ricercati.
sabato 15 dicembre 2007
Pagamenti sicuri? Parlano quelli di Paypal e Moneybookers.
“Il vantaggio è evidente”, ci spiega Giulio Montemagno, Country Manager di Paypal, società di proprietà di eBay con 164 milioni di conti attivi nel mondo: “anziché digitare un numero di carta di credito, il cliente viene dirottato sul nostro conto online; a quel punto non deve far altro che inserire l’indirizzo di posta elettronica e la password, rivedere i dettagli e completare l’acquisto. Il tutto in un paio di clic e nella massima sicurezza”. Gli fa eco Lorenzo Pellegrino, head of Sales & Account management di Moneybookers, società che in soli sei anni di vita si è già conquistata la fiducia di 4 milioni di clienti: “Con i sistemi di pagamento online è stato risolto il problema più grande per il mondo dell’online, quello dell’inserimento dei dati confidenziali. Il cliente può pagare in tutta tranquillità senza essere costretto a inserire ogni volta i dati della propria carta di credito sui siti dei commercianti. Questi ultimi - puntualizza il responsabile - ricevono solo il pagamento ma nessun tipo di informazione riguardante carta di credito o conto bancario dell’acquirente”.
E gli utenti sembrano gradire, senza curarsi troppo di percentuali o spese di commissione. Moneybookers apre circa 5.000 conti al giorno, Paypal tre ogni minuto.
Naturalmente, è bene precisarlo, i problemi di sicurezza non sono stati totalmente spazzati via. Il pericolo numero uno si chiama phishing, un nemico subdolo che anche gli utenti italiani hanno imparato a conoscere. “Tre anni fa”, spiega Montemagno, “Paypal ed eBay erano oggetto del 70% delle frodi sul furto di identità a livello mondiale; per questo motivo abbiamo cercato di affrontare il problema in modo molto proattivo, lavorando sia a livello di educazione con i consumatori, sia con gli Internet Service Provider, come Yahoo o Microsoft, per identificare le e-mail fraudolente ed evitare che queste arrivino alle caselle di posta dei clienti. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna stiamo inoltre lanciando una chiavetta di sicurezza che permette all’utente di avere un ulteriore elemento di sicurezza a suo favore“. Sottolinea Lorenzo Pellegrino: “Il phishing è un problema che ormai colpisce tutte le attività online e soprattutto quelle che sono connesse ai pagamenti. Per questo motivo, a tutela dei nostri consumatori, abbiamo creato un Risk Team che monitora il web 24 ore su 24 e interviene immediatamente quando si verifica un tentativo di furto di identità. Se il pagamento viene effettuato da una carta di credito rubata, inoltre, il commerciante riceve comunque i soldi da Moneybooker”.
Ci attendono dunque anni di fiorente e sereno commercio online? Può essere, rispondono i nostri interlocutori, ma molto dipenderà anche dalla capacità dei commercianti di recepire la domanda di servizi on line. “La lista delle 100 compagnie più importanti in Italia non coincide con quella delle prime 100 realtà sull’online”, rivela Montemagno che aggiunge: “Spesso i grossi nomi non ci sono, o ci sono in modo molto limitato magari puntando al classico sito vetrina. Chi fa commercio elettronico deve comprendere che non può fare un mero “copia e incolla” del proprio modello di business nel web”. Un concetto ripreso anche da Lorenzo Pellegrino che ammette: “All’estero, meglio che in Italia, chi vende online adotta strategie differenti e più complementari rispetto a quelle utilizzate nei corrispettivi canali fisici”. Come dire, diamoci da fare, prima che oltre alla fuga dei cervelli dal nostro Paese ci sia anche quella dei pagamenti.
