E' stato il fratello della - ormai ex - superiora di Ostuni a raccontare questa vicenda durante un processo. L'uomo ha fatto causa a sua sorella per una questione immobiliare.
(La Gazzetta del Mezzogiorno) Oggi abita a Bari con la donna della quale pare si sia innamorata, e rischia un processo per truffa. Ma tre anni fa era superiora in un convento di suore ad Ostuni: un convento che sembra abbia lasciato, per amore, insieme a una novizia.
La storia è stata raccontata dal fratello della ex superiora, ieri, in un’aula di tribunale, ed è riportata oggi dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno.
Il processo in corso riguarda il fatto che la ex superiora avrebbe fatto acquistare per 82.000 euro ad un fratello disabile, una casa che però sarebbe inutilizzabile perchè ricade in un fondo patrimoniale. Il processo è stato intentato da un altro fratello della ex superiora il quale afferma che, di fatto, la casa è stata comprata perchè appartiene ai parenti della ex novizia con la quale è avvenuta la fuga d’amore.
Così ieri il fratello che aveva promosso la causa ha raccontato che un giorno lui e la madre si erano visti comparire dinanzi la sorella, invece che nel castigatissimo abito monacale, “in minigonna, con i capelli alla moda e tinti di rosso”. A loro la ex superiora raccontò – secondo quanto riferisce il quotidiano – che non voleva più saperne del convento perchè aveva trovato l’amore. Di qui, i sospetti dell’uomo sull'acquisto di un appartamento inutilizzabile e la testimonianza dinanzi a giudice e avvocati in tribunale.
Della fuga d’amore i magistrati che hanno compiuto le indagini pare non fossero a conoscenza: per questo, sotto processo per truffa sono finiti solo i venditori della casa, e per l’ex superiora è stata disposta l’archiviazione, perchè sembrava che anche lei fosse stata ingannata dai venditori. Sulla base di quanto ieri in aula ha raccontato il fratello della ex superiora, però, non si esclude che i giudici possano ritenere che ci sia stata una complicità della donna nell’utilizzazione dei beni del fratello disabile e decidere che anche lei debba essere giudicata.
lunedì 10 marzo 2008
Ostuni. «Superiora in fuga d'amore con la novizia».
giovedì 6 marzo 2008
Si accoltellano dopo sette giorni di convivenza. I due amici sono in gravi condizioni all’ospedale. La polizia adesso indaga.
(Adriano Agatti - La Provincia pavese) Da una settimana vivevano insieme in un appartamento alla Scala. Ma nella tarda serata di sabato hanno litigato furiosamente. Misu Gugu, un romeno di 23 anni, è stato ferito con diverse coltellate mentre l’amico italiano, Emanuele Spadone, 34 anni, è stato ricoverato nel reparto di otorino con la mandibola fratturata da un pugno violentissimo.
Gli agenti della squadra mobile hanno aperto un’inchiesta ed hanno cercato di ricostruire cosa è realmente avvenuto all’interno dell’appartamento di via Scala 6/A. I litiganti sono stati segnalati alla magistratura con l’accusa di lesioni gravi. I due guariranno in circa quaranta giorni ed il coltello è stato sequestrato. La vicenda avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.
La parte finale è avvenuta poco prima della mezzanotte tra sabato e domenica. Emanuele Spadone e l’amico romeno hanno iniziato a litigare. Il motivo della discussione non è stato ancora chiarito ma, in breve tempo, dalle parole e dagli insulti i due sono passati alle vie di fatto. Emanuele Spadone sarebbe stato colpito con alcuni pugni al volto dalla persona che aveva accolto nel suo piccolo appartamento. L’italiano, forse per difendersi, ha afferrato un coltello da cucina ed ha colpito più volte il romeno alla schiena, alle spalle ed alle braccia. L’appartamento si è ben presto trasformato in un lago di sangue.
Il ferito è riuscito a trascinarsi in strada dove è stramazzato sull’asfalto. Intanto qualcuno ha chiamato il 113 della sala operativa della questura. «Venite subito alla Scala - ha detto - hanno accoltellato un uomo». I poliziotti si sono precipitati sul posto ed hanno visto la sagoma di un uomo steso a terra con alcune persone intorno. Sono intervenuti anche il medico e gli infermieri del 118. Gli agenti sono saliti nella stanza dell’accoltellamento dove hanno trovato Emanuele Spadone che aveva ancora in mano il coltello sporco di sangue.
L’appartamento era a soqquadro: i segni del violentissimo litigio erano molto evidenti. L’italiano aveva il volto tumefatto e anche lui è stato trasportato al Pronto soccorso. I due, ormai ex amici, sono stati ricoverati rispettivamente nei reparti di otorino e di traumatologia.
Gli agenti della squadra mobile stanno cercando di capire cosa sia successo tra i due, un compito non facile perchè non ci sono testimoni. Da indiscrezioni sembra cha i primi racconto non coincidano. L’italiano avrebbe raccontato di aver strappato il coltello dalle mani del romeno e di aver perso la testa colpendolo più volte. L’avversario ha invece spiegato che il padrone di casa avrebbe afferrato il coltello e gli ha vibrato alcuni colpi. Mistero sempre fittissimo sul motivo che ha scatenato il litigio.
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07:30:00
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