Continuano le polemiche su legalizzazione matrimoni California
(Apcom) - Impedire tutti i matrimoni per non consentire la celebrazione quelli tra omosessuali. L'idea è venuta ad un funzionario della contea di Kern, una delle più conservatrici della California, che non potendo fermare la legalizzazione delle nozze tra gay, stabilita con una sentenza della Corte Suprema dello Stato, ha pensato bene di impedirle tutte.
Da lunedì prossimo infatti gli uffici comunali della contea californiana chiuderanno i battenti per tutte le coppie in attesa di sposarsi. I funzionari saranno comunque obbligati a concedere le licenze di matrimonio che dovranno però essere utilizzate altrove in California.
I funzionari della contea, a cui nei prossimi giorni potrebbe unirsi anche quella di Butte, hanno motivato ufficialmente la decisione con l'impossibilità tecnica di far fronte al numero di richieste di matrimonio.
sabato 14 giugno 2008
California. Pur di bloccare i matrimoni gay la contea blocca anche quelli etero.
Pubblicato da
Redazione
alle
10:51:00
Etichette: diritti, discriminazioni, matrimonio gay, parità, polemiche, usa
Concia (Pd), i movimenti glbtq e il Parlamento hanno ruoli diversi.
"Ho incontrato il Ministro Carfagna nella mia qualita' di parlamentare della Repubblica".
(Ansa) I movimenti e il Parlamento hanno ruoli diversi. Lo sottolinea Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico, riferendosi a quanto comunicato oggi dagli organizzatori del Pride di Bologna sull'incontro avuto dalla parlamentare con il Ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna.
'Ho incontrato il Ministro Carfagna nella mia qualita' di parlamentare della Repubblica. Il movimento LGBT e io - precisa Concia - abbiamo compiti diversi e non devo chiedere certamente agli organizzatori del Gay Pride il permesso di esercitare le mie funzioni e assolvere al mandato conferitomi dagli elettori. Mai ho espresso opinioni a nome del movimento e neppure l'ho fatto questa volta, come, del resto, e' facile verificare dalla rassegna stampa'. 'Stupisce, tuttavia - aggiunge - che gli organizzatori del Bologna Pride mi attacchino oggi, dopo che ieri mi hanno fatto recapitare l'invito a uno degli eventi di contorno alla manifestazione del 28 Giugno prossimo. Non voglio alimentare polemiche che non fanno bene a nessuno e mi piace pensare che l'uscita di oggi sia frutto di un banale malinteso, perche' cosi', i rappresentanti del movimento finiscono per dare una immagine distorta del lavoro loro e mio a quei milioni di omosessuali italiani che aspettano da anni risultati concreti: resto convinta - conclude l'esponente del Pd - che quei risultati potranno arrivare dialogando anche con chi in passato ha avuto uscite infelici verso le persone gay e lesbiche e non alzando steccati ideologici'.
Pubblicato da
Redazione
alle
10:44:00
Etichette: bologna, gaypride, mara carfagna, paola concia, polemiche, sinistra italiana
A sinistra solite polemiche tra i gay. Il comitato Bologna pride chiede alla Concia a nome di chi parla.
(Ansa) L'incontro di martedi' scorso fra il ministro delle pari opportunita' Mara Carfagna e Paola Concia, paladina del Pd in difesa dei diritti degli omosessuali, e soprattutto le dichiarazioni 'pro-dialogo' della parlamentare non sono piaciute al comitato organizzatore del prossimo Gay pride nazionale (a Bologna il 28 giugno).
'Onorevole, a nome di chi parla? Le posizioni del movimento Glbt sono distanti dalle sue dichiarazioni', precisano in una nota. Lo staff ricorda le 'dichiarazioni vergognose' del ministro: 'la Carfagna ci ha detto che siamo esibizionisti, volgari, senza speranza, che dovremmo stare a casa, che non ci sono discriminazioni, che il Pride dovremmo abbandonarlo', aggiungendo che poi 'il ministro, grato di questa apertura di credito fatta a nome del movimento Lgbt italiano da parte di chi non ci ha mai militato, ringrazia e la congeda'. Ma per il comitato bolognese 'la questione della rappresentanza e' un punto troppo serio per essere venduto per poche righe sulla stampa'.
Pubblicato da
Redazione
alle
10:37:00
Etichette: bologna, gaypride, mara carfagna, organizzazioni lgbt, paola concia, polemiche, sinistra italiana
La tolleranza è un capitale creativo.
(Francesco Ramella) Il gay pride e la marcia dei rom hanno portato una frizzante ventata di diversità per le strade della capitale. Queste manifestazioni fanno da contraltare al clima pesante e un po’ cupo verso le minoranze che ha accompagnato l’inizio della legislatura. L’incertezza che pervade il Paese ha generato un’atmosfera di paura verso ciò che non conosciamo. Una chiusura difensiva che talvolta si trasforma in aggressiva intolleranza. O nel migliore dei casi alimenta un atteggiamento poco benevolo verso chi ci è estraneo, tanto più se lo percepiamo come differente: gli stranieri-clandestini, gli omosessuali, gli zingari e ora anche le prostitute. Questo clima di diffidenza sociale è l’altra faccia d’un timore del futuro che condanna il Paese al declino. Dobbiamo reagire. Sta a noi infatti decidere se vogliamo essere un paese impaurito, egoista, chiuso come quello che ci appare nella miseria dei raid contro i rom e gli omosessuali; o un paese moderno, dinamico, amante della «dolce vita» ma anche solidale e accogliente verso gli altri. Non poco del nostro avvenire dipende anche da come ci rapportiamo verso ciò che è «diverso» da noi.
Qualche anno fa un professore americano di studi urbani, Richard Florida, ha sviluppato un’interessante teoria che associa lo sviluppo economico alla proliferazione della cosiddetta «classe creativa»: le professioni ad alto contenuto di conoscenza e ricerca sia nel campo tecnico-scientifico che in quello artistico. Nei nuovi scenari della globalizzazione, l’innovazione rappresenta una risorsa chiave per lo sviluppo. La formula magica per la crescita economica è quella delle «3 T»: tecnologia, talento e tolleranza. Se i primi due assets costituiscono gli ingredienti fondamentali dell’innovazione, il terzo rappresenta però il fattore chiave per mobilitarli. La nuova geografia dello sviluppo premia soprattutto i territori capaci di attrarre i detentori del «capitale creativo». E questi soggetti prediligono le città che - afferma Florida - si contraddistinguono per «maggiore apertura, diversità e tolleranza». I luoghi in cui si costruisce il futuro sono quelli «aperti agli immigrati, agli artisti, ai gay e all’integrazione razziale». Per individuare questi contesti lo studioso ha utilizzato un indicatore piuttosto inusuale - un «indice gay» che misura la percentuale di omosessuali sul totale della popolazione - mostrando che questo risulta uno straordinario predittore della localizzazione geografica e della crescita dei settori produttivi più innovativi.
Non sembra azzardato fare uscire la riflessione sulle minoranze dal «ghetto» dei dibattiti sui diritti civili, cogliendone tutte le implicazioni in termini di qualità (e varietà) della nostra cultura e della nostra convivenza civile. Valutandone anche le implicazioni di lunga durata sulla capacità innovativa del nostro Paese. Un fronte su cui l’Italia risulta deficitaria a giudicare dai dati dell’European Innovation Scoreboard. Questo strumento, elaborato dalla Commissione Europea per monitorare annualmente i risultati della «strategia di Lisbona», si basa su un set di 26 indicatori che misurano la prestazione dei «sistemi nazionali della ricerca e dell’innovazione». L’Italia si trova nella fascia medio-bassa della classifica, con uno 0,33 che la colloca al di sotto della media europea (0,45) e a notevole distanza dai paesi più avanzati. Lontano non solo dagli Stati Uniti (0,55) e dal Giappone (0,60), ma anche dai paesi leader europei: Svezia (0,73); Svizzera (0,67); Finlandia (0,64); Danimarca (0,61); Germania (0,59) e Inghilterra (0,57). Non solo spendiamo poco per ricerca e sviluppo ma non facciamo niente per formare o attrarre i nuovi talenti. Insomma, chiudendoci a riccio nei confronti della diversità degli altri finiamo per non scommettere sul nostro futuro. Con il rischio - molto reale - di ritrovarci domani non solo più poveri... ma anche noiosi e antipatici.
Ragusa. A Pozzallo il "Gay pride" si farà a fine luglio in centro.

La manifestazione è una novità per la provincia iblea.
Il 'Gay pride' a Pozzallo' Si farà. Quello che doveva essere l'appuntamento 'clou' del cartellone estivo della città di Pozzallo per il mese di giugno, è stato semplicemente rimandato a fine luglio (forse il 25).
Unica certezza è che il "Gay pride" si organizzerà nella centralissima Piazza delle Rimembranze. La manifestazione è una novità per la provincia di Ragusa dove il movimento omosessuale si è riorganizzato, dopo oltre vent'anni di assenza.
A carattere provinciale ed estesa a tutti i gruppi Arci Gay della Sicilia, il 'Gay pride' pozzallese è organizzato con la collaborazione delle associazioni, tutte di Pozzallo, che appartengono al coordinamento 'Rino Giuffrida'. Tra queste ci sono 'Libera', la 'Bottega Solidale', 'La Voce Ribelle', il Circolo 'Don Puglisi - Peppino Impastato'.
L'appuntamento è successivo al 'Pride' nazionale che si terrà a Bologna il prossimo 28 Giugno e al 'Pride' siciliano che si terrà a Catania il prossimo 5 luglio. A Pozzallo, però, non ci saranno né le parate a cui si è abituati ad assistere in televisione né i carri variopinti di persone che manifestano la propria omosessualità, ma appuntamenti prevalentemente culturali e sociali, affinchè si possa dare alla manifestazione una valenza socio-informativa sul mondo di omosessuali, lesbiche, bisex e transgender.
Il programma dev'essere ancora ultimato ma gli organizzatori hanno dichiarato che sono al vaglio, ad oggi, gli ultimi preparativi. Al momento, sono previsti alcuni eventi di sicuro interesse: uno spettacolo teatrale sui pregiudizi e sull'omofobia, una mostra di quadri a tema e la presentazione di un libro. Non mancheranno gli stand con materiale informativo. Non si esclude, hanno dichiarato gli organizzatori, (e su questo si saprà qualcosa nei primi giorni della settimana prossima) la presenza del presidente dell'Arcigay nazionale, Aurelio Mancuso e dell'ex parlamentare ed ex presidente dell'Arcigay, Franco Grillini.
Il Comune di Pozzallo ha già dato il proprio benestare per la concessione degli spazi dove realizzare gli eventi. Tutte le informazioni saranno diffuse nel corso di una conferenza stampa, che si terrà a giorni, organizzata dal circolo 'Rino Giuffrida' di Pozzallo.
Usa. Obama ribadisce si ad aborto e matrimoni gay.
Il candidato democrats ribadisce le sue idee con dei pastori protestanti.
(Adnkronos/Dpa) - Obama ha ribadito il suo sostegno alle leggi sull'aborto e al riconoscimento in tutti gli Stati del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Lo ha fatto nei giorni scorsi usando parole ''molto caute'' in un incontro a porte chiuse con pastori protestanti provenienti da tutto il Paese.
Pubblicato da
Redazione
alle
10:14:00
Etichette: barack obama, diritti, elezioni usa, matrimonio gay, parità, religiosi
