(Sky tg24) Oggi si apre la fiera del libro a Torino tra polemiche e preoccupazione per le minacce suscitate dalla scelta di Israele come ospite d'onore. Ma sono tante le preoccupazini e i timori di proteste violente.
---
giovedì 8 maggio 2008
Apre oggi. Fiera del libro blindata.
Al governo arrivano le donne!
(Gennaro Carotenuto) Sono quattro e, salvo la Gelmini, non contano nulla ma devono essere necessariamente giovani e belline o meglio bellone.
Sono le donne del governo Berlusconi, Carfagna, Meloni, Prestigiacomo, Gelmini, e già hai la sensazione che rimpiangerai tutta la vita Livia Turco e Rosi Bindi.
Tappezzeria in pratica e non ci credo che non ci sia una sola signora sessantenne di centrodestra meritevole di fare il ministro.
Oppure spiegatemi perchè uno ha ministri con le facce di Zaia o Bondi e ministre con il viso della Prestigiacomo.
Gaypride di Roma: Limitare le offese e tutto ciò che è blasfemo. I papaboys: "Bene il Sindaco Alemanno. Era l’ora!".
“Nella libertà della diversità è necessario richiedere, ed a voce alta, massimo rispetto per la religione, per i credenti tutti, e condannare tutto ciò che è blasfemia ed attentato al sacro.” – Questa la dichiarazione di Daniele Venturi – Presidente dell’Associazione Nazionale Papaboys - che si dice - scandalizzato per l’immoralità, soprattutto nel manifestare contro ciò che è sacro, che ogni edizione del Gay Pride evidenzia per le strade delle città che vedono questo tipo di incontri.”
‘Non è detto che si debba stare zitti – continua Venturi – ogni volta che si attenta alla religione, recando gravi offese a chi ha nel proprio dna la tradizione cristiana. Ben vengano le parole del neo Sindaco Alemanno, (era l’ora! ndr) che vanno finalmente a ‘spezzare’ le catene di concupiscenza ed appoggio incondizionato delle precedenti amministrazioni comunali.
‘Agli appartenenti al mondo omosessuale – continua la nota dei Papaboys - vogliamo ricordare le parole della Dottrina Sociale della Chiesa, che non condanna – come tanti media vorrebbero far passare – ma richiama ad una vita sessuale lineare e sobria, non portando in piazza quelle diversità che per prime incalzano l’uomo verso l’immoralità. 'Il primo punto che la Chiesa tende a sottolineare è che la Chiesa si rifiuta di considerare la persona a partire solo dal suo orientamento sessuale. Per la chiesa non c'è l'eterosessuale o l'omosessuale, ma c'è una persona che è figlia di Dio, che è depositaria di un dono di grazia, che ha i suoi talenti e ha le sue ferite, che vanno riconosciute, confessate e affidate a Dio. La Chiesa invita i fedeli a distinguere tra l'orientamento, l'inclinazione, la tendenza omosessuale e gli atti.
Per approfondimenti:
http://www.papaboys.it/missione/read_riflessioni.asp?id=2
Giovanni Profeta - Ufficio Stampa
Associazione Nazionale Papaboys
+39 06/97270510 – 06/97270529
ufficiostampa@papaboys.it - www.papaboys.it
Letizia Moratti: «Io al gay Pride? Nessuno mi ha invitata...».
(Il Giornale) Questione di etichetta? L’Arcigay nazionale, a chiare lettere, ha chiesto martedì ai sindaci di Roma, Milano e Bologna «di partecipare ai cortei del Gay Pride che si terranno nelle loro città», sotto la Madonnina e nella capitale il 7 giugno, a Bologna il 28. Un gesto, ha sostenuto il presidente Aurelio Mancuso, che «non solo apprezzeremmo, ma che aprirebbe la strada finalmente a un confronto anche con aree culturali e politiche per ora percepite come distanti». Ma ieri Letizia Moratti, a chi le chiedeva cosa intende fare, ha risposto sorridendo: «Io per adesso non sono stata invitata..». «Vuole sicuramente scherzare - ha replicato Mancuso -, perché cos’altro avremmo fatto se non invitarla ufficialmente, seppure a mezzo stampa, a partecipare al Pride? Comunque nei prossimi giorni ci attrezzeremo perché nell’ufficio del sindaco a Palazzo Marino venga recapitata una coloratissima busta arcobaleno con dentro l’invito su cartoncino...». Anche Paolo Ferigo, presidente dell’Arcigay milanese, insiste: «Letizia, non prendere impegni per il 7 giugno»
Scambio di battute a parte, Letizia Moratti chiarisce la sua posizione: «Ho un grande rispetto per la comunità omosessuale - ha affermato - perché non è diversa dalle altre e va rispettata proprio perché non è diversa». Ma non andrà alla manifestazione, esattamente come il neo-collega romano Gianni Alemanno, che sulla questione è stato categorico: «Ho tutto il rispetto possibile per le persone gay, ne conosco alcune - ha affermato il sindaco della capitale - ma il Gay Pride è un fatto di esibizionismo sessuale e io sono contrario all’esibizionismo sessuale, sia omosessuale sia eterosessuale. Non mi piace questa forma un po’ aggressiva e non positiva, neanche per chi manifesta».
"Vengono a fare sesso in chiesa". Il parroco di Gavinana: "Ho trovato due ragazzini seminudi sulle panche, la situazione ormai è intollerabile".
Denuncia choc del parroco di Gavinana. Il racconto di don Vittorio Menestrina che, per la seconda volta nell’arco di un mese, ha trovato in chiesa una coppia di fidanzatini che si scambiavano effusioni di fronte all’altare.
(Roberta Della Maggese - Quotidiano.net) "Non mi scandalizza vedere due persone che si baciano, mi spaventa l’idea che i giovani di oggi non abbiano più rispetto per la loro intimità". A 42 anni don Vittorio Menestrina non è certo un ‘fariseo’. Usa il cellulare, è appassionato di informatica, si destreggia tra il catechismo e la Casa della gioventù. Ma quando la settimana scorsa, per la seconda volta nell’arco di un mese, ha trovato tra le navate della chiesa una coppia di fidanzatini seminudi che si scambiavano effusioni, comodamente seduti sulla panca di fronte all’altare, ha perso la pazienza e ha deciso di vuotare il sacco. "A Gavinana - si sfoga il parroco di San Piero in Palco - la situazione è ormai intollerabile. Quella intorno a piazza Cardinale Elia dalla Costa non è mai stata una zona tranquilla, ma da quando l’estate scorsa si è formata una nuova compagnia di giovani che frequenta i giardini pubblici, la situazione è peggiorata drasticamente". I ragazzi, una trentina in tutto, all’uscita di scuola si danno appuntamento sul sagrato della chiesa. Hanno dai 12 ai 16 anni. Molti sono di Gavinana, altri arrivano da Ponte a Ema e alcuni vivono in zone ‘bene’, come Santa Margherita a Montici e via Fortini.
"In poco tempo - racconta il prete - si sono impadroniti della piazza e, tra prepotenze e sberleffi, sono riusciti ad allontanare anche un gruppo di ventenni che frequentava la stessa zona". Hanno riempito la facciata della chiesa di scritte. "Nessuna minaccia personale - precisa don Vittorio - e nessuna offesa contro Dio. Sono frasi senza senso, che testimoniano però il rifiuto della vita e un profondo disagio interiore". Accanto al cancello del cortile interno, che quattro anni fa il giovane parrocco, appena arrivato a Gavinana ha fatto ripulire, scovando tra la terra e i cespugli centinaia di siringhe, campeggia una croce uncinata. Sul portone d’ingresso altre frasi sconnesse: "Punk al rogo" e "Che noia, non ce la possiamo menare così".
Mentre parla, don Vittorio mostra con le mani l’alone della vernice idrorepellente con cui ha fatto rivestire i muri esterni. Uno stratagemma per impedire che i vandali depurpino la facciata e bivacchino sulle scale. Stessa funzione per le telecamere a circuito chiuso, la cancellata in ferro che delimita l’ingresso e la cassa stereo sistemata all’angolo del portico: doveva servire per diffondere all’aperto i canti gregoriani. Un deterrente che i ragazzi della compagnia non hanno gradito: "Più di una volta - riferisce il parroco - è stata presa a pallonate e per impedire che la distruggessero l’ho fatta circondare di punte in ferro".
Ma il racconto fatto da don Vittorio è costellato di episodi di bullismo: "Un mese fa di notte qualcuno si è accanito contro la statua di San Piero che sovrasta l’ingresso, prendendola a bersaglio per il lancio della uova. La settimana scorsa, mentre celebravo un funerale, un paio di ragazzi del gruppo hanno fatto lo sgambetto ai parenti che portavano la bara in spalla, rischiando di far cadere il feretro. A dicembre un anziano del quartiere è stato picchiato perché si era permesso di rimproverare un gruppetto che si divertiva a lanciare petardi sulla piazza: un ventenne lo ha preso a pugni, fratturandogli il naso e provocandogli il distacco della retina". Ci sono poi i continui furti: "Quasi ogni giorno - si sfoga il prete - nel quartiere c’è qualcuno che si lamenta perché dal bauletto dello scooter è sparito il casco. I ragazzi li rubano, li dipingono per rivenderli e poi, se non sono soddisfatti del loro lavoro, li bruciano nella piazza davanti alla chiesa. Più volte ho trovato tracce di roghi e un paio di cacciaviti usati per lo scasso e poi nascosti tra le siepi".
In pochi sporgono regolare denuncia, nel quartiere tutti preferiscono confidarsi con don Vittorio. Il parroco però non ce la fa più a sopportare da solo il peso di questa responsabilità e chiede il sostegno delle istituzioni: "Ho deciso di prendere posizione nonostante il timore di ritorsioni perché credo che in ballo ci sia un problema di carattere sociale, che non riguarda soltanto la parrocchia ma tutta la comunità. Questi ragazzi non sanno che fare, si disinteressano della scuola, non cercano un lavoro e si insultano a vicenda. Ho provato a parlare con loro, ma mi vedono come un adulto che cerca di fare l’educatore e la cosa li infastidisce. Ho tentato anche di mettermi in contatto con alcuni genitori, ma le famiglie li difendono a spada tratta, oppure sono latitanti. Quando la settimana scorsa ho scoperto la coppia che amoreggiava in chiesa, i due ragazzi mi hanno guardato indifferenti e quando ho chiesto loro cosa stessero facendo mi hanno risposto: 'Preghiamo, don. Adesso togliamo il disturbo'".
Per coinvolgere quartiere, famiglie e associazioni, don Vittorio ha organizzato un’assemblea parrocchiale che si terrà sabato alle 16,30. Intanto alcuni esponenti di An hanno annunciato di voler avviare una raccolta di firme per fare installare alcune telecamere nella zona.
Sphere: Related Content
Pubblicato da
Redazione
alle
09:00:00
Etichette: chiesa, disagio sociale, ragazzi, sesso
I ministri del nuovo governo Berlusconi.
(Agenzia radicale) "Sono molto soddisfatto: abbiamo una buona squadra con molti nuovi ministri e quattro donne ministro, un impegno mantenuto" ha commentato a caldo Silvio Berlusconi ricordando che il giuramento al Quirinale sarà giovedì alle 17 e subito dopo il Consiglio dei ministri per la nomina di Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
"Ora possiamo riprendere il lavoro dopo due anni di interruzione". Così il nuovo premier ha commentato ancora subito dopo il colloquio avuto con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che gli ha conferito l'incarico di guidare e formare il nuovo governo.
Lunedì - riporta l'agenzia Adnkronos - sarà quindi la volta del Cdm chiamato a nominare i sottosegretari e i vice ministri. "Ma il primo Consiglio dei ministri -conferma il Cavaliere- si terrà simbolicamente a Napoli", come promesso in campagna elettorale in vista dell'avvio della soluzione al problema rifiuti. Berlusconi indica in questi termini il 'timing' istituzionale per la fiducia: "Martedì saremo alla Camera e mercoledì al Senato". Ecco la lista dei ministri:
Ministri con portafoglio
Esteri: Franco Frattini; Interno: Roberto Maroni; Giustizia: Angelino Alfano; Economia: Giulio Tremonti; Difesa: Ignazio La Russa; Sviluppo economico: Claudio Scajola; Pubblica istruzione: Maria Stella Gelmini; Politiche agricole: Luca Zaia; Ambiente: Stefania Prestigiacomo; Infrastrutture: Altero Matteoli; Welfare: Maurizio Sacconi; Beni culturali: Sandro Bondi.
Ministri senza portafoglio
Riforme: Umberto Bossi; Semplificazione: Roberto Calderoli; Attuazione Programma: Gianfranco Rotondi; Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi; Pari Opportunità: Mara Carfagna; Affari regionali: Raffaele Fitto; Politiche giovanili: Giorgia Meloni; Rapporti con parlamento: Elio Vito; Innovazione: Renato Brunetta.
---
---

