Le fatiche della Chiesa.
(Monsignor Tommaso Stenico - Umanesimo cristiano) Ho sempre dovuto pagare un doppio scotto alla vita:
- intuire con un certo anticipo cambiamenti socio/culturali e quant’altro e non trovare condivisione;
- non essere ricordato come colui che l’aveva anticipato, quando altri arrivano al medesimo traguardo!
Pertanto sono, da una parte, felice per il comune sentire di alcuni fenomeni da me anticipati qualche anno fa; mentre non posso non patire per l’oggetto da me anticipato e ora condiviso.
Il riferimento è il duro e severo attacco alla Chiesa cattolica che ho denunziato almeno a partire da sei sette anni fa, a cui si aggiunge – oggi – l’amata Persona del Pontefice Benedetto XVI.
Mentre qualcuno parlava nel passato di “macchia rossa”, ora si parla di “macchia verde”, laddove il “verde” sta per l’imperante laicismo, la dittatura del relativismo, il riduttivismo etico e morale, il soggettivismo esacerbato, il secolarismo aggressivo e a tratti persino intollerante, un radicalismo intellettuale che attacca, senza sfumature, il cristianesimo, con la conseguente eclissi del sacro.
Se ne era parlato già sul finire degli anni 70 di eclissi del sacro; ma mentre allora – a mio modo di vedere - il fenomeno fu più di protesta, ora la cifra è di marcata elaborazione culturale.
Le fonti - sempre difficili da individuare - sembrano rintracciabili in autentiche lobby di un potere forte culturale, economico e politico, mosse prevalentemente dal pregiudizio verso tutto quello che è cristiano, cui la mass-medialità ne amplifica la risonanza.
Vi è un binomio che veicola questo severo e frontale attacco alla Chiesa che potrebbe essere raccolto nei termini laicità e non discriminazione.
Nel nome della laicità, che di fatto è laicismo integralista, la Chiesa dovrebbe essere ricondotta in una sorta di intimismo catacombale, per cui il magistero ecclesiale e pontificio dovrebbe trovare eco solo ed esclusivamente tra gli addetti ai lavori, il cui numero – tra l’altro – si fa sempre più esiguo.
Analogamente in nome della non discriminazione, il magistero della Chiesa non dovrebbe permettersi di esprimere pareri sull’ individuale e sovrano esercizio della libertà umana a cui è rinviata ogni scelta personale. Si pensi ancora solo per un momento ai grandi e non negoziabili temi relativi all’esistenza umana: l’inizio della vita, la naturalità della morte, la manipolazione genetica, il matrimonio e la famiglia …
Ed è Benedetto XVI che sostiene il dovere della Chiesa a dire la sua al riguardo: "Se ci si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari, allora noi possiamo solo rispondere: forse che l'uomo non c'interessa? I credenti, in virtù della grande cultura della loro fede, non hanno forse il diritto di pronunciarsi in tutto questo? Non è piuttosto il loro - il nostro - dovere alzare la voce per difendere l'uomo, quella creatura che, proprio nell'unità inseparabile di corpo e anima, è immagine di Dio?" (Benedetto XVI - Discorso alla Curia Romana, 22 dicembre 2006)
Non è difficile avere chiara questa pagina soprattutto se si seguono certi dibattiti televisivi, se si leggono certe pubblicazioni, o se, scorrendo le pagine dei quotidiani, si da un’occhiata ai fondi, o alle opinioni, o a qualche illuminato editoriale!
E che dire degli illuminati scrittori di libri recenti, senza la cui produzione la storia sarebbe rimasta orfana di …. corbellerie quanto mai assurde?
O di mostre recenti che ricorrono alla immagine stessa di Cristo nell’illazione evidente a situazioni del tutto morbose?
Ovviamente tutto ha una finalità spiccata e precisa: colpire al cuore la comunità dei credenti e relegare la Chiesa in sacrestia e costringendola a rivolgere il suo magistero a coloro che intimisticamente fanno professione di fede cattolica.
L’attacco più evidente è al Papa Benedetto, che con la sua parola chiara, penetrante, acuta, dotta e, per questo, semplice nella comunicazione e nella intelligibilità è la Persona prima da colpire e da ridurre al silenzio. Lo si beffeggia, lo si umilia con illazioni aberranti per scalfire il suo carisma e il suo ministero petrino.
Ovviamente molti non sono stato affatto contenti per la sua nomina a Successore di Pietro e Vicario di Cristo. Lo si ricordava – assai erroneamente – come l’antico difensore della ortodossia quale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, senza conoscere l’uomo della carità e della misericordia, che non rinuncia a farsi anche correzione fraterna.
E qui vedo un’altra lobby di potere proprio all’interno della Chiesa!
Ho sempre diffidato e temuto, come il morso dell’aspide, chi della Chiesa SI serve piuttosto che servirla!
Ho sempre diffidato di chi condanna e preferisce fare l’esame di coscienza agli altri piuttosto che fare il proprio.
Di norma sono quelli che – fatta salva la facciata – si limitano all’osservanza esterna della norma, mentre la sostanza è tutta da verificare.
Ho amato da sempre chi, per fare il bene, non ha paura di sporcarsi le mani.
E mi pare che oggi sono molti i farisei che – fata salva la facciata – dietro le spalle attaccano, borbottano, seminano zizzania, non condividono, o condividono formalmente, distinguono, interpretano.
C’è poi, una parte di questa lobby interna alla Chiesa che contesta apertamente e critica sia l’autorità, sia il magistero del Pontefice.
Quante volte ho nutrito una infinita tristezza per la solitudine di papa Benedetto! Lo diceva Paolo VI, il quale autodefinendosi, parlava della doverosa solitudine del Papa. Ma la solitudine di Papa Benedetto mi procura dolore.
La contestazione del suo magistero e della sua autorità mi ferisce.
L’attacco dei media, la calunnia, la satira che rasenta la blasfemia, mi sono ormai insopportabili, anche perché manifestamente di parte. La critica è evidente che sia qualunquista, senza fondamento alcuno, mai costruttiva.
Molte volte ho l’impressione che vi sia qualcuno che gridi: “sparare nel mucchio”!
E certi organi di informazione colpiscono e ammazzano molto di più dei proiettili!
E’ vero che Gesù aveva detto: “un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. (Gv 15,20),
Ma ha anche assicurato: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. (Mt 28,20)
Non voglio piangermi addosso per questo gioco strano del destino umano, anche perché ho imparato comunque a godere allorquando le mie anticipazioni guadagnano condivisione.
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Ndr. Monsignor Stenico lo seguiremo da vicino, perchè tramite il suo blog sta inviando messaggi poco chiari a noi poveri terrestri ma certamente chiarissimi per qualche componente della "curiona" romana. Messaggi da far circolare quelli del Monsignore probabilmente hanno anhe una valenza intimidatoria... chissà. Staremo a vedere, certo è che noi non lo perdiamo di vista, perlomeno il suo blog. (Aspis)
venerdì 14 dicembre 2007
"Una lobby interna alla Chiesa che contesta apertamente e critica sia l’autorità, sia il magistero del Pontefice". Lo dice il Monsignore sospeso.
martedì 11 dicembre 2007
Il ritorno del Monsignore in rete.
niente ti rattristi.
Tutto si dilegua,
solo Dio non muta.
Con la pazienza tutto si acquista.
Manchi di nulla
se hai Dio nel cuore.
Solo Dio basta!
Queste erano le ultime parole postate da Monsignor Tommaso Stenico (o qualcuno che può postare) sul suo blog, appena dopo lo scandalo che lo travolse. Una sorta di esorcismo, una specie di formuletta anti-jella come quelle inventate da veggenti di vario tipo per truffare clienti sprovveduti e babbei. Parole comunque quanto mai profetiche: "Tutto si dilegua" ed infatti, eccolo di ritorno e alla grande, date un occhiata al suo sito.Ma ve lo ricordate lo scandalo? Quello che addirittura fece stilare un comunicato di solidarietà al prelato da parte dell'Arcigay per poi ritirarla sempre da parte dell'associazione presieduta dall'inneffabile Aurelio Mancuso, quando si seppe dei ripetuti attacchi del monsignore ai Pacs, alle coppie di fatto e via dicendo.
Una commedia degli equivoci che ci ha fatto veramente ridere perchè alla fine ha travolto molti soggetti: il Vaticano, il clero, la curia romana, La7, Arcigay, Gay.it. Bhe come se nulla fosse, il monsignore è tornato a deliziarci con i suoi articoli (nell'ultimo, di oggi tanto per intenderci, ci spiega "Che cos'è la preghiera" in attesa del Santo Natale), ma non si sa altro di lui, salvo dell'azione di un suo avvocato che ha respinto sdegnato ogni accusa sottolineando il fatto che il filmato de La7 fosse "farlocco", (ed in effetti sono molti gli indizi che lo fanno credere ad esempio la sua qualità non terribile, le inquadrature, diverse e mai fisse, e così via...) ovvero un tranello ideato dal monsignore stesso per intrappolare prelati gay ben più importanti di lui e svelarli con questa spiata di dubbio gusto(ma come... Chi è spia non è figlio di Maria...). Una difesa quanto mai ingenua, diciamolo ma in un affaire così sgangherato e bislacco, tutto è possibile.
Di questo filmato, che a suo tempo venne messo in discussione dal vaticanista Luigi Accattoli e da Panorama, non se n'è saputo più nulla. Noi stessi più volte abbiamo chiesto conto a chi aveva intervistato il cosidetto "gancio" de La7, ovverosia il ragazzo che aveva inguaiato il monsignore accettando il suo appuntamento, per sapere se il tutto fosse stato organizzato o no. Nessuna risposta e pensate, in questo mondo di soubrette e ragazzi che fanno e farebbero di tutto pur di apparire in tv (vedi il caso di Alberto Ruggin) e trarne benefici, soprattutto economici, il ragazzo-esca del servizio tv, è sparito, dissolto nel nulla, quasi non fosse mai esistito.
Bhe per esistere è esistito, lo abbiamo visto in tv, ma vorremmo saperne di più su tutta questa storia. Non per assolvere monsignore, non spetta a noi, ma solo per non fare la figura di quelli presi in giro. Avremo mai una risposta? O dobbiamo cominciare a credere si tratti di una grande montatura per aumentare l'audience di televisioni "tascabili" o di siti in cerca di pubblico?
E l'esclamazione manzoniana "Fu vera gloria?" è quanto mai azzeccata per tutta questa storia.
(Aspis)Sphere: Related Content
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sabato 24 novembre 2007
Avvocato piacentino per monsignor Stenico: «Il prelato respinge decisamente ogni accusa».
Un contestato filmato televisivo.
(er.ma - Libertà online) Un avvocato piacentino assiste monsignor Tommaso Stenico nella battaglia per la difesa dei suoi diritti. Monsignor Stenico era salito alla ribalta delle cronache per un filmato televisivo che avrebbe descritto il suo presunto incontro con un gay. Monsignor Stenico si è sempre difeso dicendo di aver voluto solo raccogliere materiale per un'inchiesta. La notizia era stata ripresa su un settimanale dove si scriveva che secondo le autorità Vaticane monsignor Stenico sarebbe stato d'accordo con gli autori del programma televisivo e lo dimostrerebbero le qualità delle riprese. Quanto pubblicato la scorsa settimana dal settimanale è stato smentito sul numero di ieri dall'avvocato Michele Morenghi: «quale difensore di monsignor Tommaso Stenico, smentisco categoricamente gli eventi attribuiti al mio assistito perché destituiti da ogni fondamento».
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giovedì 18 ottobre 2007
Il Monsignore gay sospeso dal Vaticano ha riaperto il suo blog.
Il sacerdote trentino sospeso dal Vaticano dopo l’intervento in una trasmissione televisiva sui preti gay.
(Trentino) Impennata di contatti per il sito internet con una preghiera: «Tutto si dilegua» TRENTO. Ha riaperto il suo blog con una preghiera in linea con quanto gli sta accadendo: «Nulla ti turbi, nulla ti rattristi, tutto si dilegua, solo Dio non muta». Così Tommaso Stenico - il sacerdote di Telve sospeso in Vaticano per un’intervista rilasciata a La7 (ma lui sostiene sia stata invece “rubata”) da cui emergerebbe una frequentazione con il mondo omosessuale - intende tornare alla normalità. Il suo sito internet è tornato alla normalità dopo alcuni giorni in cui era “spento” (l’indirizzo è www.tommasostenico.it) e idem per il suo blog, che può essere consultato all’indirizzo umanesimocristiano.splinder.com.
I contatti dei suoi siti internet da sabato - il giorno in cui è trapelato il nome del sacerdote trentino, già intervistato dalla stampa nazionale in seguito alla sua sospensione dal Vaticano - sono schizzati verso l’altro: si tratta di un blog da una sessantina di contatti al giorno ma che nei giorni scorsi è arrivato a dieci volte il volume di traffico abituale. In particolare nella giornata di martedì sono stati più di 500 i visitatori che hanno sfogliato le pagine del blog per farsi un’idea più approfondita sul sacerdote trentino travolto dallo scandalo. Della vicenda che ha occupato le cronache nazionali (e internazionali) sul blog non c’è comunque nessuna traccia diretta, se non quella preghiera iniziale (inviata il 16 ottobre) in cui si dice che “tutto si dilegua
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