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giovedì 20 settembre 2007

Clooney: "Raoul Bova è davvero bello... se fossi donna..."

(La Repubblica) "Raoul Bova e' troppo bello. Se fossi una donna". E' la sorprendente dichiarazione di George Clooney al settimanale "Chi". "Nella mia casa di Laglio - dice il bello del cinema americano, nell'intervista che apparira' nel settimanale in edicola domani - invito anche attori italiani, come Raoul Bova: se fossi una donna. E' davvero troppo bello". L'attore americano racconta, poi, che nella sua residenza sul lago di Como ha ospitato anche Roberto Benigni. "E' un attore geniale, troppo divertente. Mi piacerebbe molto lavorare con lui. Ma il vero sogno per me e' girare con il grande Bernardo Bertolucci". Su "Chi" in edicola domani ci sara' anche un'intervista che interessera' gli sportivi ed e' quella ad Alberto Gilardino che diventera' papa' nel 2008. L'attaccante del Milan sara' dunque papa' nella primavera del 2008 e a rivelarlo a "Chi" e' Alice Bregoli, fidanzata del giocatore, al terzo mese di gravidanza: "Sono felice, spero che tutto vada bene". Alberto Giardino e Alice Bregoli sono fidanzati dal 2003.

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Gay/PRC-SE: Stralciare la legge Mancino da norme antiviolenza

Roma, 19 set. (Apcom) - "Rifondazione comunista non sosterrà la proposta di stralcio della legge sullo stalking dal pacchetto antiviolenza se non verranno abbinate, a questa, le norme sui reati di omofobia e transfobia". Lo comunicano le deputate del Prc-SE, Titti de Simone e Wladimir Luxuria.

"Domani - si legge nella nota - la commissione Giustizia alla Camera discuterà le norme antiviolenza. Alcuni deputati dell'Ulivo proporranno lo stralcio della parte relativa allo stalking in modo da garantirgli un iter preferenziale, abbandonando così su un binario morto le norme che estendono gli effetti della legge Mancino ai reati di omofobia. Se così fosse, Rifondazione comunista, non sosterrà la proposta - avvertono le deputate - chiediamo quindi che lo stralcio interessi le due parti".



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Gay e nuoto: "All´inizio gli avversari sorridevano ora si complimentano"

(Federica Cravero - La Repubblica ) Bravi, nuotatori e gay. È una realtà consolidata a Torino quella del Gruppo Pesce, un team di una ventina di uomini dai venti ai cinquant´anni che da un po´ di tempo sono entrati a far parte del panorama del nuoto master, quello over 20. Gli allenamenti alla piscina Sospello stanno per riprendere dopo la pausa estiva ed è già iniziata la campagna tesseramenti (www.gruppopesce.org/torino).

Che siano omosessuali, in effetti, poco importa: quando si buttano in vasca sono solo degli atleti e degli avversari per le altre squadre. Ma il simbolo rainbow appiccicato sul costume è il segno di una rivendicazione politica che non nascondono. Troppi tabù da abbattere nello sport, dicono. Troppi atleti che non hanno il coraggio di manifestarsi. Ecco allora un modo per abbattere i pregiudizi. Tutto è iniziato quando in una mailing list qualcuno ha lanciato l´invito di andare a nuotare insieme. Quel manipolo di nuotatori nell´aprile 2005 si è costituito come Gruppo Pesce, seguendo le orme di Milano e Roma. Il gruppo, nonostante sia formato solo da omosessuali, è aperto a tutti: «Non facciamo certo il test d´ingresso», sorride il presidente dell´associazione, Marco Scala. Inoltre la maggior parte delle gare cui il Gruppo Pesce Torino partecipa sono quelle del calendario regionale della Uisp o quelle nazionali della Fin, anche se naturalmente va in trasferta in Italia e all´estero quando ci sono gare organizzate dagli altri gruppi omosessuali. «Certo in un mondo ideale non sarebbe necessario rivendicare il proprio orientamento sessuale anche per fare nuoto – continua Scala – ma questo non è un mondo ideale». E le altre squadre? «All´inizio la cosa veniva commentata un po´ sottovoce, ma poi hanno visto che eravamo bravi e vincevamo pure e hanno capito che facevamo sul serio».


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Confusione a sinistra

L'intervista su Corriere della Sera a Franco Grillini a proposito della moschea di Bologna
IL DEPUTATO DELL'ARCIGAY
«Sono favorevole allo stop: ero d'accordo con la moratoria di 2 anni». Per Franco Grillini, bolognese, deputato eletto con l'Ulivo e dirigente di Arcigay,«con l'Ucoii ci vogliono piedi di piombo».

Perché?
Franco Grillini «Non dà garanzie sul rispetto dei diritti umani: è integralista. Ognuno ha diritto di professare la sua religione e avere un luogo di culto. Ma noi dovremmo dialogare coi musulmani liberali, tenere le distanze dall'ideologia jihadista, stabilire che gli imam parlino italiano e pretendere il rispetto dei diritti delle persone, omosessuali, donne, minoranze».

Insomma, parla a nome di gay e lesbiche?
«No, parlo da laicista coerente. Non faccio sconti a Bagnasco, figurarsi all'Ucoii».

Mario Porqueddu - Corriere della Sera

Caro Grillini, i diritti devono essere estesi a tutti anche se risultano essere scomodi. A sinistra è da sempre così: Due pesi e due misure.

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Bologna - Coppie di fatto, Arcigay: ''Pd non oastacoli Pdl regionale''

Bologna, 19 set. - (Adnkronos) - "Lo scontro all'interno del futuro Partito Democratico non ostacoli il cammino del pdl regionale che armonizza ed estende i diritti alle coppie di fatto. Chiediamo che il pdl sulle coppie di fatto sia rapidamente approvato". E' l'appello che lancia oggi l'Arcigay 'Il Cassero di Bologna' che giudica un "pessimo segnale" lo stop arrivato ieri in commissione 'Affari generali e bilancio' della Regione Emilia Romagna. Esso conferma, secondo gli esponenti di Arcigay "quanto il movimento omosessuale italiano va sostenendo da tempo: sull'altare dell'unione riformista tra cattolici e post-comunisti verranno sacrificati quei diritti sociali e individuali che sono la misura del grado di civilta' di un paese e che da anni la Comunita' Europea ci chiede di approvare".

"Ricordo ai consiglieri regionali del futuro Pd - afferma il presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso - che gia' altre regioni, hanno approvato leggi dove sono incluse tutte le formazioni familiari, mentre le prese di posizione emerse in questi giorni sono frutto di un retaggio culturale anti-storico e che intende opporre un pensiero unico ad una societa' civile che e' gia' da un'altra parte. E' evidente nelle parole di molti esponenti del centro sinistra un intento discriminatorio, cui sapremo rispondere con fermezza, perche' questa Regione, per molti decenni all'avanguardia nelle battaglie per i diritti sociali e civili, sta pericolosamente precipitando nell'oscurantismo clericale".


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Dopo aver sputtanato il movimento gay, a sinistra si dicono offesi dalle parole di Walter Veltroni






Veltroni: farina e forca ai gay

Nei giorni scorsi con un comunicato stampa il Mario Mieli ha sollecitato i candidati leader del Partito Democratico ad esprimersi sulle tematiche omosessuali e transessuali, per fornire degli elementi di giudizio a quei gay, lesbiche e trans potenzialmente interessati al nascente partito. Era stato chiesto a ciascun candidato di scegliere se esprimersi o meno su tali temi, con quale chiarezza e proposte, con quanta determinazione, con quali previsioni e soprattutto prospettiva politica. Un’ articolata domanda per una complessa, ampia e attuale questione, che riguarda il dieci per cento della popolazione italiana.

Ad oggi ci è giunta una sola risposta di sette righe ad opera del Comitato Nazionale Walter Veltroni, qui riportata:

Veltroni ha sempre avuto considerazione per chi viene discriminato per il suo orientamento sessuale, non solo chiedendo a tutti il rispetto, ma creando occasioni di incontro e di festa per sciogliere la diffidenza e la paura, che sono componenti primarie della violenza. In questo senso, porterà la positiva esperienza realizzata come sindaco di Roma nell’ambito del Partito Democratico, affinché nessuno si senta escluso o esposto all’intolleranza.”

Dinanzi ad anni di lotte del movimento lgbt, a mesi di polemiche sui Dico e company, ad un Pride di giugno con un milione di persone, ad un pacchetto antiviolenza che non viene varato, a norme antidiscriminatorie che non esistono, alla crescente violenza e omofobia nei confronti di omosessuali e trans, al bullismo, alle crepe nella laicità dello Stato e via discorrendo, una sola risposta perviene, che promette sollecitazioni al rispetto e aiuti per le feste.

Increduli e offesi, riteniamo che la cosa si commenti da sé. Ci limitiamo a sottolineare che il richiamo al rispetto in una Nazione democratica dovrebbe essere scontato e comune a tutte le forze politiche, siano di destra, di centro o di sinistra. Quanto al “creare occasioni d’incontro e di festa”, gli omosessuali e le persone transessuali gli incontri e le feste sanno benissimo farseli da soli, e sanno anche condividerli con gli eterosessuali. In ogni caso non si vede il nesso con le richieste di interventi normativi che in Italia non ci sono, al contrario del resto di Europa.
Fabrizio De Andrè cantava: “E senza che gli altri ne sappiano niente, dimmi senza un programma, dimmi, come ci si sente?”.

Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

A voi commentare queste parole...

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