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lunedì 17 settembre 2007

Cecchi Paone "In missione sull’Isola per conto della scienza"

di Alessandra Comazzi (La Stampa)

Allora, questo copione ce l’hanno o no, i protagonisti dei reality? «L’isola dei famosi» torna su Raidue mercoledì 19, ma i concorrenti si trovano in Honduras già dal venerdì. «Prima di scomparire, ultima cena da Simona Ventura», dice Alessandro Cecchi Paone, uno dei partecipanti. Gli altri sono: Francesco Coco, appena confermato, Debora Caprioglio, Miriana Trevisan, Nicola Canonico, Lisa Fusco, Paul Belmondo, Debora Salvalaggio, Cristiano Malgioglio e Manuela Villa. Più altri sei, ufficialmente «non famosi». Più Francesco Facchinetti, ex naufrago in proprio, inviato sull’isola. A cena dalla Ventura, dunque. Molto carina, molto umana.

Sarà per indottrinarvi, per chiarire la vostra parte in commedia?
«E’ perché vuole partire bene, in armonia: non per bontà d’animo, ma per convenienza. Lei, e il produttore Gori e il direttore Marano, hanno la certezza che se non cambiano, se non abbassano i toni, i reality si autodistruggono. Certo, gli autori hanno in testa per ognuno di noi un ruolo: però un copione vero e proprio, e nemmeno un canovaccio, no, non ce lo abbiamo».

Avrà già in compenso qualche antipatia?
«Ho incontrato tutte persone civili, educate; non mi pare che il tratto caratteristico, per nessuno, sia la volgarità. Antipatie no, simpatie sì: per il figlio di Belmondo, Paul. Mi sembra che possa avere qualche chance di vittoria, lo vedo come un buon alleato. Poi mi è piaciuta tanto Debora Salvalaggio, la fidanzata di Simone Inzaghi. E’ di una bellezza folgorante, ma non aggressiva da vallettopoli: è "normale", dolce, affettuosa. Mi ha molto colpito, quella ragazza lì, l’ho trovata meravigliosa».

Se non fosse gay...
«Ma lo sono. Sono il primo gay dichiarato che partecipa a un reality, gli altri hanno sempre scelto un comportamento ipocrita».

Ragiona già in termini di alleanza: sta cominciando a elaborare una strategia di vittoria?
«Ho elaborato che cosa farei dei soldi, 200 mila euro: metà li darei alla fondazione Veronesi; metà li userei per ricomprarmi il marchio della Macchina del tempo che Mediaset non mi fa più fare da due anni e che potrei proporre alla Rai, a La7».

Non avrà accettato di andare sull’Isola perché il suo personaggio si sta appannando?
«Non posso dire che Simona Ventura e io siamo amici, perché non ci siamo mai frequentati. Però la considero un elemento di garanzia, di lei mi fido. Giudizio condiviso dalla mia ex moglie, che non compare mai in tv, ma che invece questa volta ha accettato di andare in studio, per sostenermi. Dunque se la Ventura, Gori e Marano, sono venuti da me dicendomi: abbiamo bisogno di te, non ho motivo di dubitare di loro. Il mio personaggio non è appannato, e la mia posizione sui reality resta la stessa: negativa. Se però attraverso l’Isola potranno passare contenuti seri, mi ricrederò. Bisogna dare a tutti un’ultima chance, anche ai programmi».

Un reality che parla di cose serie: appunto, siamo seri. Non le sembra fantascienza?
«Vado a verificare di persona. Il peggio che i reality potevano dare l’hanno dato. Adesso possono solo risalire, oppure chiudono. Io il mio ruolo ce l’ho».

Sarebbe? Quello del gay ufficiale ma serio contro il folkloristico Malgioglio?
«Il mio ruolo, discusso e accettato dalla Ventura e dagli autori, è quello di affermare la centralità della scienza. Io voglio dimostrare che la vita senza scienza e tecnologia è una schifezza. Che non c’è fascino nel bel tempo andato, che non è divertente non poter accendere il fuoco, che non possiamo combattere Tav e Ogm senza nemmeno sapere che cosa sono. Voglio parlare di libertà della scienza e libertà delle persone omosessuali: libertà, di corpo e di spirito, osteggiate soprattutto in Italia».

Attaccherà anche la Chiesa?
«In Italia siamo più bloccati che altrove, col Vaticano in casa. Per questo, dopo l’Isola, con Veronesi andremo nelle scuole a raccontare la scienza».

Lei davvero crede che potrà parlare di tutto questo?
«Credo di sì e spero di vincere. E di dimagrire: ma prima del digiuno, una bella mangiatona e una bella bevutona tutti insieme per il mio compleanno, oggi. Tanti auguri a me».

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Florence Queer Festival

Firenze capitale della cultura queer, ovvero gay, lesbica e trans nella 5/a edizione del Florence Queer festival al via il 22 settembre. Tra gli appuntamenti, Vladimir Luxuria in un omaggio a Pier Vittorio Tondelli, una mostra sul percorso gay e lesbico a Firenze dagli anni '70, una rassegna di cinema di genere che mette a confronto le produzioni italiane con quelle straniere. L'evento e' soprattutto, spiegano gli organizzatori, una rassegna del miglior cinema gay e lesbico degli ultimi anni.
Il FLORENCE QUEER FESTIVAL e' la piu' importante rassegna toscana dedicata alla cultura QUEER (gay, lesbica, transgender, ... e non solo), organizzata dall' associazione IREOS di Firenze. L' obiettivo specifico del Festival e' quello di raccontare e descrivere, attraverso cinema, video, fotografia ed altre arti, prevalentemente indipendenti, il variegato universo gay, lesbico e transgender, fatto di emozioni e di sentimenti, di stili di vita e di visioni del mondo, di sogni e di quotidianita'. FQF e' realizzato in collaborazione con Eventi srl e Arcilesbica Firenze. All' interno del FQF trova spazio VIDEOQUEER, concorso dedicato a giovani videomaker, che propongono cortometraggi, dalla durata massima di 3 minuti. 180 secondi per raccontare il presente, tra quotidianita' e voglia di affermazione, desideri e fantasie, stimolare il confronto interculturale tra condizioni e punti di vista diversi. Al video vincitore 500 euro di premio. Durante il resto dell' anno IREOS propone incontri, mostre e aspettando il Florence Queer Festival (proiezioni video il secondo ed quarto giovedi' del mese).

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Mafioso e gay?

Secondo l`FBI il killer della mafia Whitey si trova in Italia. Ma a differenza di quanto prescritto dalla Mafia frequenta locali gay.
Ora è stato avvistato in Italia secondo alcune segnalazioni. L'ufficio dell'Fbi ha rilasciato immagini di James "Whitey" Bulger, 77 anni e la sua compagna Catherine Greig, 56. In aprile l'uomo era a Taormina. Sono 30 anni che l'Fbi gli da la caccia e su di lui c'è una taglia di un milione di dollari. Negli anni 60 e 70 era proprietario a Boston di due gay bar e ne frequentava un terzo.

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Condy è lesbica?

Paolo Valentino per il Corriere della Sera. Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, possiede una casa in comproprietà con un'altra donna, insieme alla quale, nel 2005, ha anche ottenuto una linea di credito da un istituto finanziario. Lo rivela Glenn Kessler, corrispondente diplomatico del Washington Post, nel suo libro, appena uscito in America, «The Confidante: Condoleezza Rice and the creation of the Bush Legacy». La signora, che si chiama Randy Bean e fa la regista, conosce la Rice dal 1980 ed è la sua migliore amica dal 1985, quando l'allora provost di Stanford la ospitò a casa sua per oltre quattro mesi. La madre della Rice era appena morta e Bean fu preziosa nell'aiutarla a superare quel trauma: «Condoleezza — ha raccontato nel libro Bean a Kessler — non è tipo da far trasparire facilmente le sue emozioni, ma pensando a quel periodo mi ha detto: "Mi hai salvato la vita"». Il giornalista del Post ha scoperto l'acquisto dell'immobile spulciando dei registri catastali di Stanford, in California. Ma Bean, che attualmente vive nella casa, non ha avuto difficoltà ad ammetterlo in una delle sue numerose interviste con Kessler, durante la stesura del saggio: «Ero finanziariamente rovinata», ha detto la regista, che si vide subito offrire aiuto da Condoleezza. La casa venne acquistata con la firma di entrambi nel 1998, insieme a una terza persona, il professore Coit Blacker, a tutt'oggi il miglior amico della Rice, nonostante sia un democratico, abbia lavorato nell'amministrazione Clinton e sia stato consigliere di Al Gore nella sfortunata campagna presidenziale del 2000. Nel 2003 Blacker, che è apertamente gay, vendette la sua quota a Rice e Bean. Due anni fa, le signore firmarono insieme i documenti per un prestito di 50 mila dollari, che sono stati investiti per ristrutturare la casa, il cui valore nel 2006 è stato stimato in 670 mila dollari. Randy Bean, fondamentale per Kessler nell'aiutarlo a decifrare il personaggio Rice, dice che lei e la Rice «sono più di ogni altra cosa una famiglia » e che Condoleezza «si butterebbe sotto un autobus per me». Anche se aggiunge ironica: «Mi chiedo se non sarà in giro per il mondo, quando avrò bisogno di lei sotto quell'autobus ». Le rivelazioni di Kessler hanno messo in agitazione il mondo dei blogger gay, che ne hanno subito approfittato per riprendere le voci, da anni in circolazione, sulle preferenze sessuali del segretario di Stato. Nel suo libro, Kessler ricorda come la mancanza di un compagno o di un marito e la sua irresistibile ascesa al potere «si siano tradotti in maligni attacchi alla sua sessualità». Attacchi, precisa l'autore, «che non sarebbero mai stati lanciati contro un uomo non sposato». Parlando dell'argomento in una radio privata venerdì scorso, nel talk show di Michelangelo Signorile, un noto autore gay, Kessler ha detto di «non sapere se nella relazione tra Rice e Bean ci sia qualcosa che vada oltre l'amicizia». Ma la comunità è in fibrillazione. Anche perché rimprovera al segretario di Stato di non aver mai preso posizione in seno all'Amministrazione, sul controverso tema se i gay possano essere ammessi nell'esercito americano. «Non ha mai preso le distanze da un governo che attacca i gay per vincere i voti della destra fondamentalista religiosa», spiega Andy Humm, un giornalista che nel 2005 sfidò la Rice a pendere posizione sui due adolescenti omosessuali iraniani, impiccati dal regime di Teheran. L'amicizia con Blacker prova che quantomeno sul piano privato, la Rice non abbia alcun pregiudizio verso i gay. Kessler nel suo libro racconta che dopo essere stata nominata segretario di Stato, all'inizio del secondo mandato di George Bush, Condoleezza Rice andò a festeggiare a una festa a casa del professore gay: «Si tolse le scarpe e ballò tutta la notte al ritmo del rock'n roll. Blacker voleva mostrare al suo partner quanto fosse sodo il sedere di Condi, spiegandogli che se le avesse tirato contro una monetina questa sarebbe rimbalzata come un missile. Aveva ragione. Rice, che stava ballando, non si accorse di quello che il suo amico aveva fatto, fino a quando tutti scoppiarono a ridere come pazzi. Ma lei ne fu fiera e lusingata». Definito magistrale da molti esperti, scritto dopo lunghe interviste con la Rice e i suoi collaboratori, il libro di Kessler offre il primo ritratto completo, pubblico e privato, di uno dei più controversi ed enigmatici personaggi dell'era Bush. Kessler mette a fuoco la straordinaria traiettoria di Condoleezza, il suo rapporto personale e specialissimo con George W., cui fece da tutor in politica estera, del quale condivise, e secondo Kessler in parte ne ispirò con le sue valutazioni gli errori più gravi, fin poi a ritrovarsi alla guida del Dipartimento di Stato, da dove ha cercato di sciogliere i nodi che lei stessa aveva contribuito a creare. Uno sforzo, quest'ultimo, in cui «la sua vicinanza al presidente è stata allo stesso tempo la sua carta migliore, ma anche la sua critica debolezza», facendone la potente «Confidante», ma anche impedendole di essere critica quando occorreva esserlo.

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Poliziotto gay, carcere e disonore in Francia

Quando il sindaco [Nelly Olin] ha saputo che sono gay, mi ha convocato nel suo ufficio con un’aria da catastrofe per essere sicura che le cose stessero così. Ero sposato all’epoca: alcuni colleghi hanno detto a mia moglie della mia omosessualità. Sono stato poi accusato di rubare materiale dall’ufficio e di segnare ore di straordinario false, pur autorizzate dai superiori. Quando un’immagine di pedo-pornografia è stata trovata su un computer non mio dell’ufficio, sono stato accusato formalmente. Ho perso famiglia e lavoro». Il calvario di Christophe Bridou, 41 anni, già capo della polizia municipale di Garges-lès-Gonesse in Francia, comincia nel 2001. Al suo coming out seguono una cascata di eventi che ne decretano addirittura l’incarcerazione, con pesanti accuse di pedofilia, inefficienza lavorativa e occultamento di prove. Sei anni di processi e lunghi soggiorni dietro le sbarre. Oggi la sua innocenza è stata pubblicamente affermata: la Corte d’Appello di Versailles lo scagiona definitivamente. Ma per sei anni non ha potuto avere una vita: prigione, niente visite del figlio, pubblico accanimento da parte dei media. Gli ex-colleghi poliziotti e l’ex-sindaco di Garges tacciono.

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Il Comune di Bologna fa credito anche alle coppie gay

Il Comune di Bologna, attraverso le Ipab, fa credito alle coppie di fatto. Non solo cioè a quelle sposate, ma anche a quelle di conviventi. E «senza escludere a priori» le coppie gay. La piccola rivoluzione è passata ieri in giunta, con una delibera firmata dalla vicesindaco Adriana Scaramuzzino Duecentomila euro il plafond completo di fondi, stanziato da due Ipab, Istituti Educativi e Ipab Bertocchi, da distribuire a chi presenterà al Comune un «progetto concreto»: ad esempio il canone d´affitto o le spese sanitarie. Prestiti agevolati che variano dai 1500 ai 5000 euro a famiglia quindi, da restituire entro due anni senza interessi (che restano a carico delle Ipab). Potranno fare domanda ed accedere a bando e graduatoria - entro il prossimo anno - le famiglie con anziani e disabili a carico, le coppie con figli in arrivo o inserite nel percorso scolastico fino a 25 anni, e le cosiddette «famiglie di nuova costituzione». Vale a dire le coppie, con meno di 35 anni, che si impegnano ad andare a vivere insieme entro 6 mesi, o che stanno insieme da non meno di 24 mesi. «Non necessariamente sposate - specifica la vicesindaco - ma semplicemente coppie che si impegnino a fare la residenza congiunta. Cioè che vivano insieme stabilmente». E le coppie gay allora? Nella delibera non è specificato il «sesso» della coppia. «Noi ci rifacciamo agli statuti delle Ipab, che certo non comprendono le coppie omosessuali». Tuttavia, aggiunge la vicesindaco «anche se non c´è una considerazione specifica di queste situazioni, non c´è nemmeno una esclusione a priori. Non c´è preclusione». Improbabile che il coupon arrivi tra le mani di una coppia gay quindi, ma non impossibile, se quella coppia avrà i requisiti e parteciperà al bando. A suo modo innovativo, soprattutto in tempi di Dico. La vicesindaco glissa e preferisce sottolineare il valore sociale dell´iniziativa, «che è aperta anche alle coppie extracomunitarie con permesso di soggiorno da almeno due anni e che assegna il massimo punteggio nella graduatoria alle famiglie con un solo genitore» Roberto Russo. (da L'espresso)

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