Momenti di tensione durante la manifestazione in ricordo del giovane ucciso da un gruppo di estremisti di destra. Alcuni giovani si sono staccati dai cordoni e hanno rotto una vetrina. Gli organizzatori sono riusciti a mantenere il carattere pacifico dell'iniziativa.
(La Repubblica) Momenti di tensione a Verona durante il corteo non violento per Nicola Tommasoli, il giovane pestato a morte da un gruppo di estremisti di destra. La manifestazione si è svolta regolarmente ed è stata turbata da un gruppo di giovani travisati e con i caschi che hanno infranto la vetrina di un negozio. E' avvenuto tra Porta Nuova e i portoni di Piazza Bra, quando un nucleo di manifestanti, un blocco compatto, ha rotto la vetrata, sfidando il reparto celere della polizia.
Dal gruppo, estraneo all'organizzazione del corteo, sono partiti anche alcuni petardi. I promotori della manifestazione hanno a lungo supplicato gli esagitati di smetterla e di non rovinare il corteo, ribadendo che esso è all'insegna della non violenza.
Tra i rappresentanti dell'assemblea cittadina, promotrice del corteo "Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo", e le forze di polizia c'è stato un continuo dialogo, per evitare - ha spiegato uno di loro - "che la manifestazione degeneri contro la volontà di tutti". Il corteo è poi proseguito tranquillamente, solo con musica e slogan.
Il corteo si è mosso dalla stazione. Dietro allo striscione di testa "Nicola è ognuno di noi", sfilano verso il centro della città scaligera decine di diverse formazioni politiche, dai centri sociali veronesi a Pdci e Rc, alla Sinistra Democratica di Verona e Sinistra Critica Nazionale, ai circoli Anpi, Arcigay e Arcilesbica, da Emergency ai collettivi universitari.
"L'unico obiettivo è la comunicazione in città, aperta a tutti i linguaggi dell'antifascismo", spiega uno degli esponenti del Centro Sociale 'La Chimica' di Verona.
Tra i manifestanti circola una lista delle principali aggressioni compiute dal 2001 ad oggi in città da gruppi di destra. "Chi amministra questa città parla di casi isolati, di generico bullismo giovanile - scrive il 'Comitati Madri' - ma nelle stanze di chi ha ucciso Nicola Tommasoli sono stati trovati i simboli del fascismo e del nazismo".
Ma gira anche l'appello contro la violenza lanciato dai genitori di Nicola, morto il primo maggio scorso dopo il pestaggio subito in Corte dei Leoni da un gruppo di cinque giovani di destra. "Esortiamo giovani e studenti - è detto nell'appello - a non ascoltare le sirene che predicano i non valori, come prevaricazione e violenza". "Vita vuol dire sacrificio per arrivare alla convivenza civile con l'altro anche se sconosciuto, bisognoso e straniero - è scritto ancora -, solo così il nostro amato Nicola non sarà morto invano".
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sabato 17 maggio 2008
Verona contro l'intolleranza. Il corteo: "Nicola è ognuno di noi".
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lunedì 12 maggio 2008
Verona. La capitale nera. Skinheads, ultras picchiatori, militanti secessionisti ed estremisti cattolici sono alleati in nome della intolleranza.
A Verona in questo clima maturato l'assassinio del giovane Nicola Tommasoli.
(L'Espresso) Le vittime erano scelte a caso, bersagli su cui scaricare la violenza. Ragazzi che del nazismo conoscono solo gli slogan e il richiamo alla forza, come si potrebbero incontrare in qualunque curva. Ma è difficile trovare un'altra città italiana dove le ideologie che predicano intolleranza e antisemitismo siano così radicate, unendo in un'unica trama fili neri che vengono dal passato più oscuro. Estremisti cattolici e militanti secessionisti, skinhead e ultras picchiatori. Tutti che si sentono, più o meno direttamente, rappresentati dai modi sbrigativi del sindaco Flavio Tosi che ha fatto di Verona uno degli avanposti della sicurezza fai-da-te e delle ronde popolari.
La morte di Nicola Tommasoli adesso costringe la città a fare i conti con il suo presente. E con una storia recente che si vuole dimenticare a tutti i costi. Perché quando si parla di violenza fine a se stessa, di ragazzi bene che uccidono per noia, vagheggiando ideali hitleriani, è difficile non citare Ludwig, la sigla del terrore che nascondeva due ventenni veronesi, figli di professionisti. Lo scorso 23 aprile Marco Furlan ha lasciato il carcere ed è stato affidato ai servizi sociali: è stato condannato a 27 anni per 15 omicidi, è rimasto in cella per meno di 12. Il suo complice, Wolfgang Abel, è in una casa di lavoro in Abruzzo per scontare 'una pena accessoria'. Non sono ancora formalmente liberi, ma la coppia che rivendicava i delitti scrivendo "la nostra fede è nazismo, la nostra democrazia è sterminio" non ha certo scontato una pena esemplare. E adesso Verona si trova di nuovo davanti allo stesso choc, con assassini giovanissimi e una vita distrutta senza un perché.
Nicola Tommasoli è stato ucciso da una gang di cinque ragazzi: facce da adolescenti, canti da Hitlerjugend. Uno di loro, Raffaele Dalle Donne, è già un capetto: ultrà dell'Hellas Verona, con a carico un Daspo, il provvedimento di allontanamento dagli stadi; indagato con altri 16 picchiatori per una serie di pestaggi avvenuti fra il 2006 e il 2007.
Colpivano sempre in centro a Verona, contro chiunque fosse diverso da loro. Anche Guglielmo Corsi è altri due del branco erano assidui della curva sud. "Non militanti di gruppi neonazisti organizzati, anche se praticano le stesse ideologie e usano gli stessi simboli", precisa la Procura.
Simboli che non sono alieni ai sostenitori del sindaco. Con Tosi si sentono rappresentati gli estremisti di destra della Fiamma tricolore, Forza nuova, Veneto fronte skinhead e gli integralisti cristiani. Questi ultimi non sono una presenza folcloristica. Ci sono gruppi come il Sacrum Imperium di Maurizio Ruggiero e Famiglia e civiltà di Palmarino Zoccatelli; varie altre sigle che spuntano secondo necessità, come Comitato Principe Eugenio, Comitato per le Pasque Veronesi, Gruppi di famiglie cattoliche. Zoccatelli è anche responsabile del Sindacato Libero e del blog 'Traditio, sito ufficiale delle associazioni cattoliche tradizionaliste di Verona'. A unirli sono soprattutto i nemici comuni. Come il procuratore capo di Verona Guido Papalia e altri magistrati, spesso attaccati dalla Associazione per la giustizia e il diritto Enzo Tortora, sempre diretta da questo gruppo.
Le mosse di Tosi sembrano avere premiato i volti più puliti di questo estremismo politico-religioso, quelli impegnati nella destra sociale. Anzitutto ha nominato capogruppo in Comune della sua lista personale Andrea Miglioranzi, 35 anni, skinhead, iscritto alla Fiamma tricolore, già attivista del Veneto fronte skinheads e componente della banda Gesta Bellica che dedicava canzoni a Erik Priebke, 'il capitano' e a Rudolf Hess, 'vittima della democrazia'. Miglioranzi è stato il primo a scontare tre mesi di galera per istigazione all'odio razziale. Appena eletto sindaco, Tosi lo voleva nell'Istituto storico per la resistenza, ma ci fu una sollevazione e non se ne fece nulla.
L'alleanza nera esce allo scoperto il 15 dicembre dell'anno scorso. Pochi giorni prima era stato ferito un attivista di estrema destra da aggressori tuttora sconosciuti. La Fiamma tricolore di Miglioranzi e Piero Puschiavo organizza la manifestazione di solidarietà. Vi aderiscono Forza Nuova, Fronte veneto skinhead, in testa al corteo si vedono Piero Puschiavo con Tosi e quasi tutta la giunta comunale. Il disagio dei moderati del Popolo della libertà è interpretato da Elio Mosele, presidente della Provincia: "A quel corteo io non avrei partecipato". Poche ore dopo, passata la mezzanotte, tre partecipanti alla manifestazioni pestano a sangue tre parà della Folgore, con frasi "terroni, andate via da qui, puzzate". Sì, destra contro parà, perché meridionali. Due dei picchiatori erano già indagati per l'assalto al figlio del consigliere del Pdci Graziano Perini, che ha subito tre aggressioni e ha la casa sotto protezione dalla polizia. Giusto per capire il clima.
La saldatura fra Tosi e l'integralismo cristiano avviene con Maurizio Ruggiero del Sacrum Imperium. Ogni giorno Ruggiero va al gruppo consiliare della Lega Nord in comune, dove occupa un ufficio, e fra un incontro politico e una messa in latino propone una "marcia sulla Sinagoga", perché il cardinale e segretario di Stato "Tarcisio Bertone ha moltiplicato gli atti di zerbinaggio verso gli israeliti" e "ha dato sfogo alla sua vena più clownesca sulle montagne del Cadore, dove ha fatto visita a Benedetto XVI". Legato a Tosi e Ruggiero è anche l'altro integralista Palmarino Zoccatelli, consulente del sindaco nella commissione di valutazione dei dirigenti del comune. Ruggiero e Zoccatelli nel 2005, in occasione degli arresti contro i presunti estremisti neri autori dell'accoltellamento a San Luca di Verona, utilizzano le sigle Giustizia giusta e Associazione Enzo Tortora per protestare contro i pm. "La custodia cautelare in carcere è assurda, una forma di coercizione psicologica. La magistratura di Verona è persecutoria nei confronti della destra". Miglioranzi e Zoccatelli annunciano la visita in carcere ai cinque arrestati per il raid e comunicano alla stampa che all'iniziativa partecipa Flavio Tosi.
Ma in città la comunanza tra tradizionalismo cristiano e destra reazionaria è consacrata da quasi 15 anni di militanza. Già nel '94 la magistratura avvia un'indagine per presunta violazione della legge Mancino: in quel momento tornano gli slogan contro Papalia cari agli Autonomi del '77. Ma a pronunciarli sono le teste rasate. E il clima, ancora oggi, non è cambiato. Poche settimane fa Nicola Greco, presidente della corte d'appello di Venezia, dichiara: "A Verona sono stati registrati atti di matrice criminale con una deriva xenofoba che vedono coinvolti giovani e giovanissimi".
Le leve del neonazismo sono anche il lato oscuro degli ultras dell'Hellas Verona. E anche in questo caso il sindaco non disdegna. Due anni fa Tosi, allora assessore regionale, presenta Alberto Lomastro come nuovo iscritto della Lega, proveniente da Forza nuova. Tutti in curva sud conoscono Lomastro: durante una partita appese al cappio un manichino di colore.
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martedì 6 maggio 2008
Verona, morto il giovane aggredito.
(Sky tg24) E' deceduto nell'ospedale di Borgo Trento a Verona, dove era ricoverato in coma, Nicola Tommasoli, il giovane ridotto in fin di vita in seguito ad un pestaggio la notte del primo maggio. Sul fronte investigativo, gli inquirenti hanno tenuto una conferenza stampa in cui è stato confermato l'arresto di altri due aggressori che hanno già confessato.
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Dopo i drammatici fatti di Verona, che hanno portato alla morte di un giovane picchiato da alcuni giovani di estrema destra, a SKY TG24 parla il sindaco della città, il leghista Luca Tosi.
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lunedì 5 maggio 2008
Verona. I colpevoli erano già noti alla polizia. Insospettabili, estremisti e violenti a caccia di "diversi".
Verona, l'aggressore di Nicola Tommasoli membro di un gruppo neofascista. In passato la banda, vicina alla tifoseria dell'Hellas Verona, già indagata per aggressioni.
(La Repubblica) Botte ai "diversi", ai meridionali, ai giovani di sinistra e a tutti quelli che, secondo loro, rovinavano l'immagine di Verona. Ci sarebbero numerosi episodi violenti nel passato degli aggressori di Nicola Tommasoli, in fin di vita nel capoluogo veneto per aver rifiutato una sigaretta. Secondo la polizia, il ragazzo che ha confessato di aver preso parte al pestaggio è membro di un gruppo di estrema destra vicino al "Veneto Fronte Skinheads" e alla tifoseria dell'Hellas Verona e già noto da almeno un anno alle forze dell'ordine. Per l'ennesima volta la città scaligera torna alla ribalta per azioni di matrice neofascista.
La gang si compone di circa 17 persone di età compresa tra i 17 e i 25 anni, insospettabili figli di professionisti e irreprensibili operai. Per il procuratore di Verona Guido Papalia, "fanno parte di un'area nuova dell'estrema destra che si è aggregata spontaneamente". "Non sono militanti effettivi di gruppi neonazisti organizzati - aggiunge - anche se praticano le stesse ideologie, li abbiamo trovati con gli stessi simboli nazisti".
Tra le loro "imprese" ci sono numerose aggressioni. Tra le vittime, ad esempio, c'è un giovane con la maglietta del Lecce era stato apostrofato come "terrone" e poi massacrato di botte. Un ragazzino che utilizzava lo skate-board, invece, era stato preso di mira in quanto incapace nell'utilizzare lo strumento. Problemi anche per alcuni venditori di kebab e per i loro clienti, aggrediti perché mangiavano un prodotto non gradito alla banda.
Tra gli episodi piu cruenti, il 27 novembre del 2006 due giovani della "Chimica", un centro sociale della zona, furono feriti a colpi di spranga a San Michele Extra. In quello stesso giorno, alcuni degli indagati avrebbero picchiato un giovane in piazza Erbe perché stando seduto su alcuni scalini danneggiava l'immagine di Verona "città di Classe".
Nelle perquisizioni domiciliari effettuate un anno fa, gli agenti della polizia scaligera avevano rinvenuto numerose cassette con filmati che documentavano le azioni violente. Alcuni degli indagati avevano in casa simboli nazisti, coltelli, armi, pugnali, simboli del "Veneto Fronte Skinheads". Gli atti violenti servivano per mantenere una sorta di controllo del territorio. Il materiale video circolava e, secondo gli inquirenti, le cassette venivano persino vendute. Chi non riusciva a comprare il materiale originale si accontentava dei video scaricati dal web.
L'estrema destra veronese è stata spesso al centro di episodi di cronaca. Tra gli episodi più eclatanti, l'aggressione in diretta televisiva al leader dell'Unione del musulmani italiani, Adel Smith. In quell'occasione, un gruppo di militanti veneti di Forza Nuova aveva fatto irruzione negli studi dell'emittente di Verona Telenuovo provocando un caso di rilevanza nazionale.
Il "Veneto Fronte Skinheads", che nega qualunque coinvolgimento nell'aggressione a Nicola Tommasoli, è un'associazione fondata nel 1986 ed ha rapporti con altri gruppi di destra europei. I suoi membri, come viene raccontato anche sul sito dell'associazione, sono stati in più occasione coinvolti in scontri con la polizia e con militanti di sinistra e hanno preso parte a manifestazioni neonaziste in giro per l'Europa.
Secondo il Viminale, in Italia gli ultras violenti sarebbero circa 20mila. Di questi, tre quarti sarebbero vicini a posizioni di estrema destra, come i principali gruppi della curva dell'Hellas Verona.
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