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sabato 8 marzo 2008

Interviste. Sgarbi a ruota libera: 'Più di un prete tentò di sedurmi'. La Mostra "VadeRetro"? Che sconfitta per la ininfluente lobby gay milanese.

(River-blog) Vittorio Sgarbi è uno che se non provoca, non parla. Nel mio piccolo l’ho intervistato una sola volta, e fu una cosa straziante: si distraeva ogni secondo, e dovevo sempre ripetergli le cose. Poco fa, ha concesso una lunga intervista a Klaus Davi - esperto di comunicazione che si è visto anche ad Amici, come insegnante - e ha regalato diverse chicche. Eccole:

- “I calciatori, specie quando cadono uno sopra l’altro, si rincorrono, si abbracciano e addirittura si baciano, rappresentano un esplicito richiamo all’immaginario gay, ancor più in una società in cui l’omosessualità non è più respinta, ma è, invece, esaltata”.

- “Padre Georg, il segretario del papa è un’icona gay. Oltre ad essere uno dei sex symbol più amati dalle donne, Padre Georg, a danno o a vantaggio, a seconda dei punti di vista, del meraviglioso Papa, credo che possa tranquillamente avere il carattere di un’icona gay”.

- “Più di un prete ha tentato di sedurmi in maniera esplicita. .. La prima volta che mi è successo avrò avuto 12 o 13 anni. Fui portato nella stanza dove c’era il mio professore di latino e greco, che si avvicinò con la sua guancia, accarezzandomi. Non ho mai avuto dubbi sulle sue intenzioni. Poi la cosa si è ripetuta tempo dopo, in chiesa, a Bergamo, mentre vedevo un quadro di Lorenzo Lotto. Avrò avuto tra i 18 e i 19 anni. Il pretino si è affiancato e ha cominciato ad accarezzarmi”.

Sinceramente pensavo che la lobby gay a Milano fosse più potente. Basti pensare a quanto accaduto con la mostra Vade Retro: lo sbarramento posto in essere da Armani, Dolce & Gabbana, Ferré, nonché registi di teatro e di cinema, non è stato sufficiente a far valere il principio che la mostra non si poteva non fare. L’elemento religioso, invece, ha fatto scendere in campo il Papa. Credo che risieda in questo l’ostinata resistenza che ha opposto la Moratti, giustamente nel fatto in sé, ma sbagliando nella visione generale che ha dato di Milano come di una città impaurita”.

- “La Santanchè ha molto sex appeal perché in lei c’è anche il maschio. Inizialmente, quando la vedevo, molti anni fa, pensavo quasi che fosse un essere senza sesso, una specie di marchio inimitabile”.

- “Il sex appeal di Veltroni? Paragonabile a quello di una patata lessa”.

- “Il mio obiettivo è arrivare ad essere stato con diecimila donne entro la fine di quest’anno. “In tutti questi anni sarebbe stato impossibile contarle tutte, ma sicuramente posso fare una stima orientativa. Ho cominciato nel 1969, ora siamo nel 2008. Quindi ho alle spalle quasi quarant’anni di attività. Immaginando una media di tre donne al mese, si arriva a circa quaranta all’anno, che diventano 1600 in quarant’anni. Non escludo che il numero possa essere superiore”.

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