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venerdì 14 dicembre 2007

Tanto per cambiare la solita figuraccia: Ibs e l'omofobia che non c'è.

Ne avevamo il sentore già da ieri che qualcosa non quadrava nella "querelle" nata tra il portale Ibs.it e la casa editrice "Il dito e la luna". Avevamo chiesto cautela ed infatti, oggi è giunta una risposta precisa, del tutto tecnica e circostanziata da parte di Ibs all'amministratore della casa editrice "Il dito e la luna" Francesca Polo.

Possibile che in Italia ci siano così tanti nemici dei gay? E addirittura anche tra chi lavora in un settore culturale come quello librario notoriamente così liberale e con tanti nostri "parrocchiani"? Il dubbio comunque, legittimamente c'era. Ma si sa tra noi gay, ultimamente, il primo comandamento è urlare, sputtanare... mettere alla gogna, segnare con il dito, poi il resto, si vedrà al massimo si chiede scusa cosa che ultimamente accade spesso nei grandi portali gay del nostro paese. Un filo di moderazione in questo caso andava mantenuto.

Crediamo che il minimo che dovrà fare l'editore de "Il dito e la luna", alla luce della risposta da parte di Ibs è fare un comunicato dove si chieda scusa.
Non crediamo che questo giornalismo sensazionalista, tipico dei "pischelli" in cerca di veloci e facili notorietà porterà molto lontano. Si rischia di non essere più ascoltati e continuare a fare passi indietro. (Aspis)
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Gentile Francesca Polo,
fin dal 1998 IBS si è sempre distinto per avere reso disponibili i lbri di ogni editore, piccolo o grande, purchè disponibili in commercio. Così come le nostre pagine da quasi 10 anni ospitano interventi e brevi recensioni su ogni prodotto, con pareri spesso anche negativi. Non ci siamo mai preoccupati che tali commenti pregiudicassero la vendibilità di alcuni prodotti. Oggi abbiamo in linea quasi 400.000 recensioni di clienti o semplici visitatori di IBS.

Parlare di noi come fossimo dei "censori", o peggio definirci "ignoranti" e "ipocriti", di fronte alla nostra storia e a questi numeri, è ridicolo oltreché semplicemente falso.

La vs. casa editrice ha chiesto di utilizzare, anzichè tradizionali banner pubblicitari, dei piccoli box di testo (una sorta di mini-editoriali) che devono sottostare ad alcune regole: 1) devono segnalare singoli libri, al massimo gruppi di volumi con una loro sostanziale unitarietà 2) non devono contenere slogan, ma richiami molto piani al contenuto dei libri.

IBS non ha negato lo spazio a Il Dito e la Luna , ha semplicemente fatto presente che in quello spazio andava usato un tono diverso, altrimenti sono a disposizione altre soluzioni pubblicitarie. Lo slogan "Libri lesbici gay e transgender. Butta via i pregiudizi! Vieni a conoscere la cultura LGbT" era fuori dalle ns. politiche editoriali per i box di testo.

Tanto per fare un esempio, se lo slogan fosse stato:" Libri lesbici, gay e transgender. Li trovi sul catalogo Il Dito e la Luna" non avremmo avuto nulla da eccepire.

Noi abbiamo eccepito (ed è nel nostro pieno diritto) sullo slogan perché al di fuori dei toni previsti in quel particolare contesto. Non siamo nemici di lesbiche e gay!

Noi allo stesso modo rifiutiamo slogan di questo tipo anche a editori di guide turistiche: non per questo siamo contrari ai viaggi!

In sostanza, siete stati trattati come avremmo trattato chiunque altro in quella situazione e vi invito quindi non volervi considerare, a tutti i costi, "diversi", perchè per noi non lo siete e non lo diventerete neanche dopo questa vostra sproporzionata reazione.

Cordiali saluti.
Mauro Zerbini
(Amministratore delegato di Internet Bookshop Italia)

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