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martedì 18 settembre 2007

Londra, Messa per i preti gay

(Ap com) LONDRA - The Times ha rivelato che il 29 Novembre, nella chiesa di San Pietro a Eaton Square, Londra, il capo della chiesa anglicana Rowan Williams celebrerà messa e parlerà delle "possibilità presenti e future per gay e lesbiche nella Chiesa". L'incontro è solo per invitati - la lista serà segreta - con l'obbligo di non rivelare a nessuno le cose che saranno discusse durante l'incontro.

La notizia renderà ancor più esarcerbati gli animi tra i protestanti liberali e i conservatori guidati dal vescovo della Nigeria che cercano lo scisma proprio sulla questione omosessuale. Questa settimana il vescovo capo della chiesa Anglicana incontrerà i i vescovi americani a New Orleans. L'invito viene dai vescovi americani che hanno chiesto di essere ascoltati sulle loro decisioni di ordinare altri vescovi omosessuali dichiarati.



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Londra, attivista gay assassinato

(Ansa) LONDRA, 18 SET - Ammazzato perche' gay: un attivista per la difesa dei diritti omosessuali e' stato ferito a morte in

un parco nel sud est di Londra proprio dopo aver messo in guardia le autorita' cittadine sull'alta percentuale di crimini omofobici commessi nella capitale britannica.

''Anche se Londra e' la citta' del Regno Unito dove e' piu' facile venire allo scoperto, la maggioranza degli omosessuali ha la sensazione di dover difendersi costantemente da possibili attacchi omofobici'', aveva denunciato il 49enne Tony Hoare, direttore della compagnia di ricerca e marketing 'Stormbreak' che conta, tra i suoi clienti, anche la polizia e il municipio della citta'.

Dalla sua ricerca, condotta su un campione rappresentativo di 521 membri della comunita' gay di Londra, era emerso che ben il 45 per cento degli intervistati aveva subito una forma di violenza a causa del loro orientamento sessuale.

Nella maggior parte - ha evidenziato il sondaggio - si tratta di abusi verbali ma in un caso su cinque gli aggressori sono passate dalle parole alle mani. Soltanto una vittima su tre ha, pero', denunciato l'incidente alla polizia.

Mr Hoare - descritto da un collega come una persona ''amabile, gentile e divertente'' - e' stato assalito a Charlton Park mentre passeggiava con i suoi due cani sulla via di casa.

Prima dell'aggressione, aveva trascorso la serata in un bar della zona, lo 'Swan pub', dove secondo alcuni testimoni era stato preso di mira proprio per la sua omosessualita'.

In relazione all'accaduto, la polizia ha arrestato un uomo di 42 anni con l'accusa di omicidio.

Altri due sospetti sono stati, invece, rilasciati su cauzione.

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Il Parlamento di Singapore ha deciso di abolire la legge sulla sodomia, ma solo per gli eterosessuali

(Giorgio Lazzarini Gay.tv) SINGAPORE – Il Parlamento di Singapore ha deciso di abolire la legge sulla sodomia, ma solo per gli eterosessuali. La parte riguardante gli omosessuali, in vigore dal periodo coloniale, punisce con due anni di prigione gli atti consenzienti tra maschi. Persino il padre della patria, Lee Kuan Yew, ne ha chiesto l'abrogazione stante la natura "genetica" dell'omosessualità. Ma è rimasto inascoltato.
In agosto, la polizia ha tolto all'ultimo minuto il permesso di celebrare il gay pride che era già programmato, e ha chiuso una mostra fotografica dove erano presenti foto di uomini che si baciavano, perchè "promuove uno stile di vita omosessuale".

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Mosca: fermati manifestanti contro divieto di donazione

Dieci persone, incluso il portavoce del Gay Pride moscovita, Nikolai Alekseyev, sono state fermate mentre manifestavano fuori dal ministero della Salute di Mosca. Gli attivisti stavano protestando contro la legge russa che vieta ancora la donazione del sangue da parte degli omosessuali. Su Russia Today Alekseyev afferma che non è corretto equiparare i gay ai tossicodipendenti e alle prostitute. «Il sistema sanitario ha terribilmente bisogno di sangue e questo rende ancora più assurdo il divieto della legge che probisce ai gay di donare il proprio». «I manifestanti sono stati arrestati senza che avessero creato nessun problema di ordine pubblico - ha proseguito Alekseyev -. La protesta non aveva nessuno stampo politico né riprendeva il tema del Gay pride russo vietato questa estate (quando anche la parlamentare italiana Vladimir Luxuria e quello europeo Cappato vennero rispettivamente percossa e fermato).

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Danza a Milano: MilanOltre, quando la danza provoca

(Giulia Stolfa - Il Giornale) Si accendono i riflettori sulla ventunesima edizione del festival MilanOltre, che vedrà avvicendarsi sul palco di tre teatri meneghini, l'Elfo, il Dal Verme e il Pim Spazio Scenico, un programma di sei appuntamenti internazionali di danza e musica contemporanea.
«La città è il mondo» è il titolo di questa edizione che rifletterà sulla città come scenario e ragnatela dove vengono intessuti i rapporti umani, nelle loro sfaccettature. «Ho scelto di presentare l'immagine del manifesto del Festival con una xilografia dell'artista fiammingo Frans Masereel, che raffigura due innamorati che si baciano, in bilico sulla metropoli, nella città che è il luogo delle possibilità», spiega il direttore artistico di MilanOltre Luca Scarlini. «E Milano stessa ha sempre avuto la magia della città che ha elaborato il futuro possibile». Così nel corso dei 6 spettacoli in programma si sviscerano i rapporti umani indagati attraverso passi di danza a ritmo di musica. Come fa il trasgressivo coreografo del Québec, Dave St Pierre, che il 28 e 29 settembre all'Elfo lascerà riflettere sulle relazioni di coppia con i 15 giovani performer che daranno vita a «Un peu de tendresse bordel de merde!», in un teatro danzato che si regge sul filo della ricerca di una via alternativa per amare.
La danzatrice e coreografa finlandese Eeva Muilu, classe 1980, in Italia per la prima volta, andrà in scena il 29 e 30 settembre presso il Pim Spazio Scenico con «Vermiculus». Ironia e un pizzico di sarcasmo, metteranno a nudo le contraddizioni dell'essere artista, seguendo la vicenda della sostituta di una ballerina che dovrebbe andare in scena ma, in seguito a peripezie di vario genere, probabilmente non ci arriverà mai.
Utilizza la danza come strumento per indagare l'intricata realtà dei processi culturali politici ed economici della società africana contemporanea Nora Chipaumire, danzatrice nata in Zimbawe che oggi vive e lavora nella Grande mela. La sua trilogia «Chimurenga» andrà in scena all'Elfo il 3 e 4 ottobre. Il 5 Ottobre al Dal Verme sarà il turno dei Sentieri Selvaggi con l'appuntamento centrale del festival. Nel corso di questa serata, che si aprirà con il video di Arnaldo Data «Ascolto il tuo cuore città» verrà eseguita per la prima volta in Italia la partitura del compositore olandese Louis Andriessen De Staat, tratta dalla Repubblica di Platone, sul tema della «città ideale». Dal 5 al 7 ottobre il coreografo Hofesh Shechter presenta il trittico deGenerations, incentrato su adolescenza e giovinezza, mentre dal 12 al 14 ottobre Rafael Bonachela, noto anche per aver realizzato videoclip con la popstar Kylie Minogue proporrà un'antologia dei suoi lavori. «Spero che già dal primo spettacolo riuscirete a farvi censurare - è stato l’augurio dell’assessore Sgarbi - il teatro è provocazione, altrimenti non ha forza». (nella foto Dave St Pierre)

Festival MilanoOltre
dal 28 settembre al 14 ottobre
Teatro dell'Elfo, Teatro Dal Verme, PiM Spazio Scenico
Abbonamento Miol (5 spettacoli), 50 euro
Vermiculus: ingresso libero fino ad esaurimento posti

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Gli attacchi alla Chiesa visti con gli occhi dei parroci italiani all'estero

Monaco - Londra - New York - Madrid - Sembra che ultimamente la Chiesa cattolica sia sottoposta a numerosi attacchi, da più parti. L'ultimo, in ordine di tempo, è quello portato dalle critiche mosse dal presentatore del 'concertone' del 1 maggio romano, verso il Papa e la Chiesa, che hanno suscitato una ridda di polemiche . E' oramai da settimane che il nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Monsignor Angelo Bagnasco, riceve costanti minacce alla sua sicurezza. Il deputato Massimo Romagnoli, eletto sulla Circoscrizione Estero, ripartizione Europa, ha parlato di gravi minacce alla Chiesa, dicendosi "molto preoccupato per la sicurezza dei parroci italiani all'estero ". Romagnoli afferma che il Governo italiano non sta facendo niente per proteggere i valori della famiglia sotto costante minaccia.

Ma cosa ne pensano dal mondo delle parrocchie italiane all'estero di queste vicende? Padre Enrico, della Parrocchia di S.Andreas, di Monaco di Baviera in Germania, afferma di "seguire un pò da lontano le vicende italiane. Io personalmente qui non avverto nessun tipo di minaccia reale, forse questo può accadere per alcuni Stati ma non qui in Germania". Riguardo le minacce rivolte a Monsignor Bagnasco afferma che "che si facciano queste cose è incomprensibile e inaccettabile, ed è chiaro che la laicità dello Stato deve reagire, fare in modo che queste cose non si ripetano più".

Padre Javier dalla Parrocchia italiana di Madrid, dichiara di non aver molto presente a cosa si riferiscano le dichiarazioni dell'Onorevole Romagnoli. "Purtroppo non sono ben informato dei fatti, che forse hanno un risalto solamente in Italia. Qui la nostra comunità è piccola e non saprei che dire se non che i parroci qui sono ben inseriti e non ci sono problemi di sorta; sicuramente non ci sentiamo minacciati".

Più approfondite le considerazioni di Padre Giandomenico, della Chiesa del Redentore a Londra che dice che sarebbe "interessante capire perché Romagnoli fa queste affermazioni, in base a che cosa le fa. Perché sono affermazioni pesanti e farle senza un fondamento potrebbe essere un pò terroristico; voglio dire, definire la Chiesa come sotto attacco è qualcosa da considerare attentamente, poiché è vero che ci sono e ci sono sempre stati degli attacchi, ma di questo non fa parte quello a Monsignor Bagnasco. Io credo – spiega Padre Giandomenico – che gli attacchi che vengono rivolti a Bagnasco abbiamo poco a che vedere con il volere o meno la nuova forma di famiglia, con i Dico, ma che derivino piuttosto da interessi politici e pressioni di lobby di potere. Non è da adesso che la Chiesa è sotto attacco ma ci difendiamo bene, anche perché va bene il porgere l'altra guancia – scherza ma non troppo Padre Giandomenico – ma non dobbiamo nemmeno prenderle da stupidi!".
Riguardo il merito delle dichiarazioni dell'Onorevole Romagnoli, il religioso dice che "sarebbe bene che spiegasse cosa intende, perché se vuol dire che lo siamo in seguito alle minacce a Bagnasco è fuori strada. Io ovviamente mando tutta la mia solidarietà a Bagnasco ma io non penso che sia sotto attacco. Se vogliamo dire che ci sono delle lobbies che hanno di mira la Chiesa su questo sono d'accordo e ci sono da molto tempo. È ovvio che se si può fare qualcosa, se si possono togliere i pungiglioni e rendere inoffensive queste realtà è decisamente meglio, ma è sempre stato così. Vede, se uno è un bravo prete, che non dà fastidio allora lo lasciano in pace, ma se uno fa qualcosa che dà fastidio a queste lobby allora gli fanno la guerra. Che le lobby esistano ed esercitino pressione è risaputo, oserei dire naturale. In Gran Bretagna è fatto noto, le lobbies sono presenti ed importanti e condizionano il voto, cosa non difficile da fare in un Paese con così scarsa affluenza alle urne come la Gran Bretagna. In Italia senza la Chiesa si fa poco, è ovvio che ha una grande importanza, ed è normale che intervenga per difendere i propri valori. Le associazioni, gli enti e le lobbies che hanno interessi opposti hanno tutto il diritto di combattere per i propri di valori, ma non si può nemmeno pretendere di imporre un nuovo tipo di famiglia che non è naturale". Il riferimento è logicamente ai cosiddetti Dico, che stanno infiammando la scena politica italiana da qualche tempo a questa parte, una situazione che Padre Giandomenico definisce "molto intricata", data la situazione italiana dove "la Chiesa è più forte e può alzare la voce, la CEI è organizzata, non come qua in Inghilterra dove conta meno, quindi in Italia parla con maggior forza e peso e per questo crea più scompiglio. Resta il fatto ovviamente grave, che inviare proiettili in una busta non è il massimo della civiltà, poi si deve vedere esattamente quali sono le dichiarazioni fatte da Bagnasco anche se lo conosco come molto posato e non credo possano aver causato chissà cosa. Poi è chiaro che si deve fare di tutto per difendere i valori della famiglia, e qui lancio un'accusa – in tempi non sospetti – contro tutte le forze politiche italiane, che non hanno fatto assolutamente niente per difendere la famiglia. Sono d'accordo che ognuno può dirigere la propria vita sessuale come meglio crede ma perché si deve pretendere che diventi una legge per tutti? Nel Regno Unito i gay ad esempio possono adottare i bambini, e una delle agenzie preposte all'adozione è proprio la Chiesa. Allora cosa succede – spiega Padre Giandomenico – succede che adesso tutte le agenzie sono costrette ad aiutare i gay a adottare bambini. Noi abbiamo detto di no, perché così si entra in un mondo selvaggio, in una società piena di contraddizioni dove i gruppi di pressione gay sono molto ben organizzati e possono esercitare un certo potere. Siamo d'accordo che nessuno deve essere discriminato e gli omosessuali fanno benissimo ad organizzarsi in dei gruppi per tutelarsi, ma far sì che le proprie abitudini diventino costume mi sembra eccessivo. Qui nel Regno Unito il loro potere è notevole, non sono un gruppo indifeso e ripeto, anche se l'associazione è più che legittima, bisogna stare attenti". Ribadisce inoltre che "Bagnasco è un caso italiano e no si deve confondere questo con gli attacchi a più livelli che giungono alla Chiesa. Se vogliamo parlare delle missioni ad esempio – dichiara Padre Giandomenico – sappiamo che in alcune nazioni sono sottoposte a molte minacce, ma gli attacchi alle missioni ci sono anche all'interno della Chiesa stessa. Bisogna dire che ci sono degli enti a guida politica che guidano in parte le missioni cattoliche e questo non è corretto. Su questo la Chiesa deve agire, la direzione politica non deve prendere il sopravvento su tutto. Ecco, io voglio dire ai vertici della Chiesa che su questo si dovrebbero fare un esame di coscienza, perché questo è inaccettabile".

Dagli Stati Uniti la voce di Padre Walter, della St. Joseph Church di New York, il quale da una parte capisce come "in una società moderna ci sia sempre chi la può pensare in un altro modo ed è giusto che tutti possano esprimersi, chi la pensa in un modo e chi la pensa al contrario. Ma è anche vero che la libertà vera implica sempre il rispetto degli altri . Ora, se la Chiesa si presenta con le sue posizioni ci sta che chi non è d'accordo le contesti, ma non con le intimidazioni".
Ci racconta poi di come viene vissuto da lontano quel che sta accadendo in Italia. "Qui negli Usa sentiamo ogni giorno delle bombe in Iraq e degli attentati e rabbrividiamo a sentire che in Italia succedono queste cose, che ci sono dei gesti intimidatori e che ci stiamo mettendo in questo brutto cammino di violenza. Per me questi sono dei segni da fermare al più presto, perché se ogni volta che c'è una discussione su qualcosa si va all'intimidazione non so dove andremo a finire".
In che modo si può bloccare allora questo processo? Sarebbe forse il caso che il Governo italiano itervenisse? "Non credo, io penso piuttosto che la cosa debba essere lasciata morire così – ci dice Padre Tonelotto – per dimostrare a questa poca gente che stanno proprio andando fuori dai binari. Non gli si deve dare alcun peso".
Per quanto riguarda le preoccupazioni espresse dell'Onorevole Romagnoli sulla sicurezza delle parrocchie italiane all'estero, Padre Tonelotto si dice "non preoccupato. La situazione qui è molto tranquilla, siamo una vecchia parrocchia italiana e svolgiamo la nostra azione da tanto tempo. Io non mi sento affatto in pericolo". (News ITALIA PRESS)

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